«Una dottoressa dolce e molto brava» Cordoglio dei colleghi

Sant’Omero, davanti all’ospedale anche Paolucci e Fagnano La commissione sui femminicidi: «Serve più protezione»
SANT’OMERO. «Mai avrei voluto ricordare una tragedia simile. Penso alla famiglia, penso agli ammalati, penso a lei che non c’è più, penso ad una comunità scossa per un delitto efferato che non trova giustificazione alcuna». Il sindaco di Sant’Omero Andrea Luzii, ha raggiunto subito il luogo del delitto. E’ scosso, attonito. E’ alla sua prima esperienza amministrativa e nel suo diario non avrebbe mai voluto scrivere una pagina nera. «Mi sento vicino alla famiglia, il mio pensiero va ai figli dell’oncologa in questo momento. Nel frattempo condanno un delitto così efferato e sono certo che le forze dell’ordine prima e la magistratura poi sapranno rendere giustizia alla dottoressa». In tarda serata ha raggiunto Sant’Omero anche l’assessore regionale alla sanità, Silvio Paolucci. L’assessore ha voluto sottolineare proprio il lavoro di chi si dona agli altri per salvare la vita, come l’oncologa trucidata.
Sul luogo dell’omicidio è arrivato subito anche il direttore generale della Asl Roberto Fagnano. «È un fatto straziante. Una persona che viveva e lavorava per salvare la vita degli altri, così barbaramente trucidata in un parcheggio», commenta il manager, «Ester Pasqualoni era una professionista molto stimata, sia dai pazienti che la ritenevano affabile, premurosa e preparata che dai colleghi che la stimavano e sono rimasti sgomenti dall’accaduto».
A ricordarne il valore è anche il primario di oncologia del Mazzini, Amedeo Pancotti. «E’ stata una delle più brave dottoresse che ho avuto», ricorda Pancotti che ha lavorato con lei fino al 201, «concepiva l’oncologia in chiave umana, capiva quali sono i limiti del malato. Comunicava molto con i pazienti, che l’apprezzavano: si faceva voler bene. Provo un grande dolore per la sia scomparsa». Apprezzamento dunque da tantissimi colleghi. Parole lusinghiere nei suoi confronti anche dall’urologo del Mazzini Vincenzo Cipolletti. «Era la più dolce, la più disponibile e la più preparata professionalmente», ricorda il collega, «i pazienti urologici li inviavamo sempre da lei».
Messaggi di cordoglio anche su Facebook. «Quante volte sedute a ragionare di quell'uomo, quel maledetto che ti perseguitava... e non sono riuscita a risolverti questa cosa... e me lo porterò dentro tutta la vita...ti voglio bene... Donna e amica speciale... Ti voglio bene». Questo il post che appare sul profilo pubblico di Facebook di Caterina Longo.
Reazioni anche in parlamento. «La tragica notizia dell'assassinio della dottoressa oncologa di Teramo, che aveva denunciato due volte un uomo che la perseguitava, è l'ennesimo femminicidio che lascerà soli due orfani minorenni». Lo afferma la senatrice del Partito democratico Francesca Puglisi, presidente della commissione d'inchiesta sul femminicidio. «Servono misure di protezione ancora più efficaci», sottolinea Puglisi, «se ogni due giorni un uomo uccide una donna in quanto “donna”. Mi auguro che il provvedimento sugli orfani di femminicidio già approvato in prima lettura alla Camera possa avere l'ok definitivo in tempi rapidi. Pertanto mi appello a tutte le forze politiche affinché possa diventare legge al più presto e garantire cosi sostegno e protezione ai figli delle vittime». «Con la commissione di inchiesta continuiamo a lavorare per permettere una migliore prevenzione e la tutela di quelle donne ad alto rischio femminicidio», conclude l'esponente Pd. (a.f.;a.d.p.)
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