Una laurea rock La pergamena arriva sulle note di Graziani

17 Marzo 2016

Il musicista alla cerimonia di scienze della comunicazione Il rettore: «Gli auguri per entrare nel mondo del lavoro»

TERAMO. La quarantesima cerimonia di consegna delle lauree in scienze della comunicazione ha avuto come testimonial d'eccezione il musicista e cantante Filippo Graziani, figlio dell’indimenticato cantautore Ivan. Ieri pomeriggio all’università di Teramo, in un’aula magna gremita, 31 laureandi sono stati proclamati dottori ricevendo la pergamena, alla presenza, oltre che dell’artista, del rettore Luciano D’Amico, del preside Stefano Traini e del vicepreside Raffaele Mascella e dei docenti.

La cerimonia, aperta dall’intervento musicale del coro giovanile e universitario di ateneo, diretto da Claudia Morelli, è stata arricchita anche da una breve esibizione di Filippo Graziani. Chitarra alla mano, il giovane artista ha prima eseguito e cantato il suo brano “Le cose belle”, con cui ha partecipato a Sanremo nel 2014, e, subito dopo, un pezzo tratto dal repertorio del padre, “Lugano addio”. «La facilità che ho avuto nel ripresentare queste canzoni non è data dalla musica in sé, ma dalla freschezza delle storie», ha detto Graziani, nel rispondere alle domande fatte da due laureandi, Antonio Bidetta e Cecilia Petrucci. «Quando un artista racconta una storia, quella storia diventa eterna, perchè», ha spiegato il musicista, «non importa in quale periodo storico o futuro alternativo, ci saranno sempre due persone che si vogliono bene o che si lasciano. Sono storie universali che non hanno età». Nel portare i suoi saluti, il rettore D'Amico si è rivolto ai laureandi: «Augurandovi un’ulteriore prosecuzione degli studi, mi fa piacere accompagnare questo augurio con l’auspicio che possiate entrare nel mondo del lavoro proprio nel momento in cui questi timidi segnali di ripresa si saranno consolidati e, auspicabilmente, consentiranno ulteriori opportunità». Il consueto discorso finale di saluto, prima della proclamazione delle lauree, è stato affidato ad una delle laureande, Laura Moira Chiavetta, che ha poi conseguito il titolo con il massimo dei voti. «Finalmente vedo ripagati tutti i miei e i nostri sforzi di questi tre anni di studio», ha detto la studentessa, «ad ogni esame che passava, imparavo che l’impegno paga, magari a volte non come vorremmo, ma lo fa. E per questo dobbiamo andare avanti, più forti, determinati - e anche arrabbiati - di prima. Questo mi ha insegnato l’università». Nel corso della cerimonia, il preside di facoltà STraini ha anche dedicato alcune parole in ricordo di Umberto Eco scomparso di recente.

Chiara Di GIovannantonio

©RIPRODUZIONE RISERVATA