Una pedalata per ricordare Silvia

Iniziativa in memoria della 28enne che si è battuta contro il tumore ovarico
GIULIANOVA. Una pedalata per ricordare Silvia Simoncini, la donna di origini giuliesi scomparsa a Firenze a soli 28 anni a causa di un tumore ovarico. L’iniziativa, organizzata dalla Fiab (federazione italiana ambiente e bicicletta) e che si avvale del patrocinio del Comune, si svolgerà domenica 3 settembre, dalle 9.30, percorrendo il tratto di ciclovia adriatica che va dal camping Don Antonio fino a raggiungere il parco dell’Annunziata; scopo dell’evento, oltre rendere omaggio alla memoria della giovane scomparsa, è informare sul tumore ovarico, affinché gli strumenti di prevenzione possano salvare quante più vite possibili. A Silvia saranno dedicati due momenti: il primo, sabato 2 settembre, con un concerto denominato “Serata per Silvia”, che si terrà al Kursaal alle 21 con ingresso libero, e sarà anche occasione per mettere in atto una raccolta fondi a sostegno della Fondazione Ieo - Monzino, che si occupa della ricerca sui carcinomi ovarici, il secondo domenica 3 settembre con la “Pedalata per Silvia” sulla ciclovia. Figlia del professore di diritto costituzionale Andrea Simoncini, la giovane è scomparsa prematuramente dopo aver lottato contro un tumore ovarico pochi mesi fa; Silvia viveva a Firenze e ha affrontato la propria malattia con coraggio, scegliendo anche di sposare il suo Matteo, nonostante la malattia, nella chiesa di Santa Maria Novella. La ragazza, molto impegnata nel sociale, lavorava come educatrice in un centro che si occupa anche di ragazzi disabili e nel suo ultimo anno di vita aveva iniziato ad aiutare altre donne malate come lei. È stata anche fondatrice e primo presidente dell’associazione Acto Toscana (Alleanza contro il tumore ovarico), sottolineando più volte come l’esperienza della malattia le aveva cambiato la vita, e proprio attraverso la sua attività con Acto era riuscita a trasformare questo cambiamento in uno strumento di arricchimento personale, non vivendolo come una condanna, ma imparando a guardare il mondo con occhi diversi e più belli, dando priorità alle cose essenziali della vita. (s.g.)

