Una residente: «Devo prendere i farmaci per evitare di vomitare»
Una conferenza stampa a cui partecipano i cittadini che non ne possono più dei cattivi odori. Fra il pubblico siedono una donna, un uomo del comitato cittadino che sottolinea la svalutazione degli...
Una conferenza stampa a cui partecipano i cittadini che non ne possono più dei cattivi odori. Fra il pubblico siedono una donna, un uomo del comitato cittadino che sottolinea la svalutazione degli immobili privati a causa delle puzze ed un giovane immobiliarista. Il terzo legge documenti ufficiali Arta del 2016 in cui emerge che tutto sembra essere nella norma in casa Stam.
È ben informato e parla chiaramente della situazione vissuta dai cittadini e di come sia paradossale ed imbarazzante un documento ufficiale di questa portata con il senno di poi.
E’ la donna però a guadagnare, più di altri, l’attenzione di Regione ed Arta. Racconta che viveva San Benedetto e per le tante patologie aveva cercato tranquillità a Colonnella.
Ha la salute provata e quei miasmi che sembravano occasionali si sono rivelati una costante. Nella sala consiliare di Colonnella è arrivata con una mole di documenti clinici e fotografie che dimostrano l’attività notturna e nei giorni festivi della Stam, di mezzi che vanno e vengono e di altre situazioni finite tutte in procura.
Il sindaco Pollastrelli la conosce molto bene e conosce le sue carte.
La donna racconta ai presenti che alle patologie e alla dose di farmaci ha dovuto aggiungere quelli per evitare di rimettere, come il medicinale Plasil perché gli odori nauseabondi in un fisico già provato hanno determinato frequenti episodi di vomito.
Il racconto della donna è paradigma di uno stato di massima allerta e limite di sopportazione superato da parte delle popolazioni della zona, costrette a subire gli effetti negativi sulla salute, sul valore del capitale immobiliare, sull’ambiente e sulle frequentazioni anche sociali visto che si è impossibilitati anche ad ospitare persone a cena in casa. (a.d.p.)
È ben informato e parla chiaramente della situazione vissuta dai cittadini e di come sia paradossale ed imbarazzante un documento ufficiale di questa portata con il senno di poi.
E’ la donna però a guadagnare, più di altri, l’attenzione di Regione ed Arta. Racconta che viveva San Benedetto e per le tante patologie aveva cercato tranquillità a Colonnella.
Ha la salute provata e quei miasmi che sembravano occasionali si sono rivelati una costante. Nella sala consiliare di Colonnella è arrivata con una mole di documenti clinici e fotografie che dimostrano l’attività notturna e nei giorni festivi della Stam, di mezzi che vanno e vengono e di altre situazioni finite tutte in procura.
Il sindaco Pollastrelli la conosce molto bene e conosce le sue carte.
La donna racconta ai presenti che alle patologie e alla dose di farmaci ha dovuto aggiungere quelli per evitare di rimettere, come il medicinale Plasil perché gli odori nauseabondi in un fisico già provato hanno determinato frequenti episodi di vomito.
Il racconto della donna è paradigma di uno stato di massima allerta e limite di sopportazione superato da parte delle popolazioni della zona, costrette a subire gli effetti negativi sulla salute, sul valore del capitale immobiliare, sull’ambiente e sulle frequentazioni anche sociali visto che si è impossibilitati anche ad ospitare persone a cena in casa. (a.d.p.)

