«Una scelta di responsabilità»

I dissidenti della ex maggioranza spiegano le loro dimissioni
TORTORETO. Dimettersi e far cadere l'amministrazione comunale di Tortoreto guidata dal sindaco Alessandra Richi «è stata una scelta di responsabilità». Dopo il M5s e a dieci giorni dalla caduta dell'amministrazione, ora anche i dissidenti della maggioranza del gruppo “Impegno Civico” spiegano le loro motivazioni.
Dice il gruppo guidato da Rosita Di Mizio: «Il generico richiamo dell'ex sindaco alla responsabilità è stato utilizzato per confondere le idee ai cittadini e per svilire la figura del commissario prefettizio che l'ha sostituita e che poi ha spiegato che non ci saranno blocchi burocratici. E' evidente che l'ex sindaco e il "cerchio magico" dei suoi fedelissimi ancora una volta hanno cercato di forzare la situazione politica, creando inutili allarmismi tra gli operatori turistici, in una vera e propria azione terroristica priva di riscontro reale». Poi sulle motivazioni della crisi politica della maggioranza: «E' mancata una visione condivisa della città in grado di orientare i comportamenti dei singoli. Le lungaggini avevano caratterizzato l'iter del piano regolatore e il progetto per la piazza della chiesa del Lido, stesso discorso per i nuovi loculi cimiteriali. Poi niente si è fatto per dotare di personale il settore delle opere pubbliche, rimasto con un solo dipendente, e quello dei tributi. Vogliamo ricordare una recente sentenza del Tar dell'Aquila che ha accolto il ricorso presentato dal Villaggio Salinello, imponendo al Comune di concedere alla proprietà la quota mancante di arenile, e che assessorati e uffici hanno appreso dalla stampa nonostante il deposito dell'atto in municipio. Le decisioni, secondo noi, venivano prese da altri soggetti estranei all'amministrazione. Senza metodo democratico da parte del sindaco, le nostre dimissioni sono quindi arrivate perché la situazione era fuori controllo».
Accusa, quest'ultima, che viene condivisa anche dal gruppo di opposizione “Tortoreto Sempre” guidato da Flaminio Lombi, che aggiunge: «Durante la crisi, di cui eravamo spettatori, abbiamo dato la possibilità alla maggioranza di confrontarsi, abbiamo inoltre proposto la nomina del nuovo presidente del consiglio comunale e il rinnovo delle commissioni, ma è sempre stato tutto rinviato. Il gruppo di fedeli alla Richi voleva andare da solo, pur non avendone i numeri: non era possibile andare oltre».(l.t.)
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