Una standing ovation per il Teramo

15 Maggio 2015

Premiati agli eroi della promozione in B. La frecciata di Campitelli: «Dov’era la politica quando eravamo nei dilettanti?»

TERAMO. Medaglie e applausi per tutti ma anche qualche accenno polemico neppure tanto velato. Il consiglio comunale ha reso omaggio, ieri pomeriggio, durante la seduta dedicata alle interrogazioni, alla squadra e alla società del Teramo calcio promosso in serie B. Una standing ovation ha accolto l’ingresso in aula di atletici, staff tecnico e dirigenti biancorossi che si sono posizionati davanti ai banchi della giunta.

L'ultimo ad arrivare è stato il presidente Luciano Campitelli al quale i consiglieri hanno tributato un applauso scrosciante che, però, non l’ha dissuaso dal cogliere l’occasione istituzionale per togliersi i classici sassolini dalle scarpe. Campitelli sottolinea la sua amicizia con il sindaco Maurizio Brucchi, ma non fa sconti alla politica. «Avremmo voluto la vostra vicinanza anche quando eravamo nei campionati minori», fa notare, «oggi siamo bravi tutti». Il richiamo polemico è solo una nube che attraversa il cielo della festa per la promozione e Campitelli preferisce calcare di più l’accento sulla vittoria «ottenuta con il cuore di tutti» e con la sua voglia di vincere. «Ci abbiamo creduto fin dall'inizio», aggiunge, «perché le cose non si fanno mai per perdere».

La determinazione e l'impegno gli sono riconosciuti per primo dal sindaco. «Campitelli ha preso la società forse nel momento più difficile, la squadra rischiava di scomparire», osserva Brucchi, «e in sette anni ha ottenuto sei promozione. Nessun altro ha ottenuto gli stessi risultati». Il sindaco ricorda anche la sua mediazione tra il presidente e il gestore dello stadio di Piano d'Accio, l'imprenditore Sabatino Cantagalli, per l'utilizzo dell'impianto da parte del Teramo. Anche su questo, però, Campitelli ha qualcosa da puntualizzare. «Nessuno avrebbe giocato in quella struttura alle condizioni previste», afferma riferendosi ai costi di affitto, «solo l’amore per il calcio ci ha fatto andare avanti». Il presidente fa rilevare che anche quest’anno ha dovuto ripianare il bilancio con 590mila euro, ma incassa l'unanime riconoscenza del consiglio. Brucchi scherza anche su una possibile candidatura a sindaco di Campitelli: «Avrebbe il 100% dei consensi», profetizza. Il plauso dell’aula all’impresa sportiva si concretizza nella consegna a giocatori, tecnici, dirigenti e collaboratori, di una medaglia personalizzata con il “grazie” della città. I protagonisti della storica cavalcata verso la serie B sfilano davanti ai banchi della giunta e vengono premiati personalmente dal sindaco, affiancato dal figlio Filippo in completo da calcio biancorosso e bandiera del Teramo poggiata alla spalla. A premiare Gianluca Lapadula c'è anche la consigliera di “Teramo cambia” Anna Rita Santone che porta al collo la sciarpa da tifosa. Per Campitelli, oltre alla medaglia, c’è anche una targa con una frase dai toni enfatici incorniciata da un cuore: «I miti, i sogni e le leggende ora appartengono alla realtà».Alla consegna del riconoscimento segue per tutti la firma di un tabellone sui cui campeggia una grande B con la data della seduta consiliare di ieri. Sarà questa la testimonianza concreta, che resterà affissa alle pareti di una delle sale del municipio, dello storico traguardo che il Teramo ha conquistato insieme alla città. Resta solo il tempo per una foto di gruppo sulla terrazza davanti all’ufficio del sindaco, poi squadra e dirigenti vanno via e la seduta del consiglio comunale riprende da dov’era stata interrotta. (g.d.m.)

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