Unionalpha, nessun accordo

La Fiom: «Solo tremila euro di incentivo a chi non vuole trasferirsi»
CAMPLI. Non va a buon fine la trattativa, che si è svolta l’altroieri in Provincia, sulla chiusura dello stabilimento di Campli della Unionalpha, un’azienda di proprietà della famiglia Perugini, leader in Europa nel cablaggio elettrico degli elettrodomestici con sede principale a Comunanza (Ascoli). In sostanza l’azienda non ha voluto ricorrere alla cassa integrazione per cessazione di attività e ha dato come unica alternativa alla perdita del posto di lavoro, il trasferimento delle 17 dipendenti a 60 chilometri da Campli.
Nell’incontro di mercoledì si è tentato di arrivare a un accordo che ammorbidisse le condizioni. «L’azienda è arrivata offrire alle lavoratrici che non accettano il trasferimento un incentivo di soli tremila euro. Una somma a nostro avviso del tutto inadeguata anche perché vi è abbinata la firma di una conciliazione riguardo a tutta una serie di inadempienze contrattuali che abbiamo rilevato», spiega Mirco D’Ignazio, segretario della Fiom Cgil, «a nostro avviso è una somma inaccettabile, secondo noi sono adeguati almeno ottomila euro». Non c’è stato, dunque, alcun accordo. Ora il sindacato vedrà che cosa fare in attesa della fine di marzo, quando sono previsti i trasferimenti a Comunanza e la chiusura dello stabilimento di Campli.
Certamente per le 17 lavoratrici il trasferimento in un paese lontano è mal collegato è molto difficile. «Una scelta che implicherebbe un trasferimento definitivo, con gli ovvi problemi e conseguenze, in particolare per delle lavoratrici donne, molte delle quali anche madri», ribadisce la Fiom.
Non è un caso se su questa vicenda si sono mobilitate sia la commissione pari opportunità della Provincia che la consigliera di parità. «Pensare che delle mamme di famiglia saranno costrette a scegliere tra restare a casa senza lavoro o trasferirsi a 60 chilometri di distanza, in zone difficilmente raggiungibili nel territorio di Comunanza, ci rende particolarmente tristi. Il nostro auspicio», aveva dichiarato la presidente della Cpo Tania Bonnici Castelli. (a.f.)

