Unione Comuni, è ancora scontro

Saltato anche il secondo tentativo di approvare le modifiche allo statuto
VAL VIBRATA. Unione dei comuni della Val Vibrata ancora nel caos. Martedì sera è saltato anche il secondo tentativo del consiglio dell’Unione di approvare le modifiche allo statuto dell’ente vibratiano per assumere il personale necessario a sbloccare la Centrale unica di committenza e, di conseguenza, le gare di appalto nei 12 comuni. Come per la seduta di venerdì scorso, il motivo è il mancato raggiungimento della maggioranza qualificata, provocato dalle assenze delle amministrazioni dei quattro comuni guidati dal centrosinistra, Alba Adriatica, Sant’Omero, Torano Nuovo e Controguerra. Un’altra riunione in sessione straordinaria del consiglio è stata fissata per oggi alle 13.30 e in seconda convocazione per domani alle 14. Le assenze in questione erano politiche: le quattro amministrazioni sono da giorni in aperta polemica con il presidente dell’Unione e sindaco di Ancarano Angelo Panichi su diverse questioni e soprattutto sull’assegnazione delle deleghe ai comuni.
Tra chi si è schierato con Panichi polemizzando con le amministrazioni ribelli, c’è il consigliere di Tortoreto Domenico Di Matteo: «È necessario senso di responsabilità. Rispetto la decisione del Comune di Alba Adriatica di uscire dalla Centrale unica di committenza, ma adesso sta bloccando gli appalti in tutti i municipi della Val Vibrata disertando le riunioni del consiglio insieme alle altre tre amministrazioni di centrosinistra».
Nel frattempo, il presidente dell’Unione Panichi ha un fronte aperto anche con la Poliservice, che lo accusa di «attacchi gratuiti e malcelata e non giustificabile presa di posizione politica» sui temi del centro di raccolta e della piattaforma dei rifiuti di Sant’Omero. Scrive il presidente della società partecipata Gabriele Rapali: «Il presidente dell’Unione ha inopinatamente attribuito alla presidenza della Poliservice la responsabilità per la revoca di un finanziamento regionale per la realizzazione di un centro di raccolta. Sul punto è opportuno precisare che la scelta di individuare un centro era riservata in via esclusiva all’Unione stessa e, quindi, rimessa all’accordo tra i comuni costituenti l’Unione. Di conseguenza, la revoca del finanziamento regionale, è da ascrivere, semmai, all’inerzia dell’Unione». La nota precisa poi la volontà della Poliservice di assumere anche la posizione di stazione appaltante sul progetto della piattaforma dei rifiuti, per cui i finanziamenti non sarebbero persi.
Luca Tomassoni
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