Unione dei Comuni, Roseto resta isolata
Notaresco vuole rientrare. Intanto si va verso una transazione con la coop che reclama 105mila euro
ROSETO. Restare in convenzione con l’Unione dei Comuni o rientrare nell’Unione? È questo il dubbio del sindaco Sabatino Di Girolamo dopo le affermazioni dell’assessore al sociale del Comune di Notaresco, Mariagrazia Taddei, che avrebbe espresso il desiderio del suo Comune di rientrare nell’Unione. Un’affermazione che spiazza il primo cittadino rosetano, perché fino a qualche mese fa Notaresco sembrava intenzionata a formare, insieme al Comune di Roseto, una zona di gestione separata. «Nei prossimi giorni parlerò con il sindaco di Notaresco», dice Di Girolamo, «per capire se questa intenzione del suo Comune di rientrare nell’Unione sia reale o meno. Se così fosse, non potremmo più formare una zona di gestione separata, perché per farlo sono necessari almeno due Comuni, e dunque avremmo solo due possibilità: o restare come ora, in convenzione, o rientrare anche noi nell’Unione. Ne dovrò eventualmente parlare con il mio gruppo di maggioranza, e poi prenderemo una decisione definitiva».
Martedì, a Giulianova, c’è stata prima la giunta dell’Unione dei Comuni con i quattro sindaci di Giulianova, Morro d’Oro, Mosciano e Bellante, dove è stato approvato il Dup, e, subito dopo, il consiglio dell’Unione, con i consiglieri eletti dei quattro Comuni, per approvare la verifica degli equilibri di bilancio. Si è parlato anche del decreto ingiuntivo, presentato il 24 luglio 2019 dalla cooperativa “I Girasoli”, nei confronti dell’Unione dei Comuni “Terre del Sole” in solido con il Comune di Roseto, per il debito fuori bilancio di 105.375 euro che dovrebbe essere riconosciuto alla cooperativa per il servizio svolto alla comunità dei minori di Montepagano, per il periodo che va dal 1° aprile 2018 al 31 dicembre 2018. Lunedì scorso c’era stato un incontro al Comune di Roseto tra l’assessore al sociale, Luciana Di Bartolomeo, e rappresentanti della cooperativa. «Ci sono ampi margini per una trattativa», afferma Di Bartolomeo, «e una transazione da parte dell’Unione con i soldi che il nostro Comune ha stanziato per la comunità». La cooperativa ha dovuto aspettare circa un anno questo riconoscimento dovuto per un servizio svolto regolarmente, e ora, dopo il decreto ingiuntivo, pare ci possa essere una soluzione. (l.v.)
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