Unioni civili, Brucchi è contrario

22 Gennaio 2016

«Mi riconosco nei valori cattolici e nella difesa della famiglia tradizionale»

TERAMO. Alla vigilia dell’approdo del disegno di legge sulle unioni civili nell’aula del Senato, anche nel teramano si alternano le prese di posizione sul Ddl Cirinnà che prevede l'istituzione dell'unione civile tra persone dello stesso sesso quale specifica formazione sociale.

Al di là dei diritti e i doveri che regolano le coppie omosessuali, anche Teramo si spacca sui nodi che animano il dibattito politico e che riguardano anche le adozioni (previste solo in casi speciali laddove uno dei due contraenti possa adottare il figlio naturale del partner) e il fenomeno dei cosiddetti “uteri in affitto”. Da un lato le associazioni Arci-gay e i partiti del centrosinistra invitano a partecipare domani alla mobilitazione nazionale “#SvegliaItalia” per estendere i diritti alle coppie dello stesso sesso, dall’altro il vescovo Michele Seccia chiama i fedeli a partecipare al “Family day” del 30 gennaio a Roma. Un’esortazione che anche il sindaco di Chieti Umberto Di Primio ha formulato ai sindaci invitandoli a schierarsi in difesa della famiglia tradizionale.

Al dibattito non si è sottratto il sindaco di Teramo Maurizio Brucchi: «Sono estremamente rispettoso delle scelte di ciascuno, ma il disegno di legge Cirinnà mi vede contrario. Credo che ognuno possa disporre della sua vita liberamente, ma non mi riconosco nel disegno di legge, sono contrario alle adozioni da parte di coppie omosessuali, tantomeno alla pratica dell’utero in affitto. Mi riconosco nei valori cattolici e riconosco dal punto di vista istituzionale la famiglia tradizionale così come prevede attualmente la legge». E per gli altri diritti e doveri reciproci in materia economica e di assistenza sanitaria, insomma l’introduzione delle coppie di fatto nel codice civile? «Non si può entrare nella trattazione di questo o quel passaggio del disegno di legge. Il problema è nell’assunto di partenza che poi dà vita alle altre conseguenze, alcune delle quali mi vedono contrario. Dunque la famiglia tradizionale va difesa a monte, nei presupposti», ha concluso Brucchi. (m.d.t.)

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