Unioni civili, l’Arcigay attacca Brucchi

17 Maggio 2016

Tanti commenti negativi anche sui social dopo che il sindaco ha detto che non intende celebrarle

TERAMO. Prosegue la scia delle critiche mosse nei confronti del sindaco Maurizio Brucchi sul tema delle unioni civili. La sua affermazione di non riconoscere i matrimoni gay, tanto da delegare qualcun altro a celebrarli, ha scatenato un fiume di polemiche sui social. Su Facebook in poche ore il link del Centro ha ricevuto 140 commenti e 600 emoticon di disappunto, ma le accuse di omofobia sono arrivate anche da una nota dell’Arcigay. L’associazione definisce «da apartheid» la sua cultura politica ricordando i moti statunitensi di Stonewall, quando ci furono durissimi scontri e cariche della polizia nei locali frequentati da gay, e alcuni episodi della segregazione razziale. «Oggi 17 maggio, giornata mondiale contro l’omofobia e la transfobia, Brucchi ci ricorda l'importanza di questa ricorrenza» si legge nel comunicato diffuso da Arcigay. «Nuovamente le persone omosessuali e le loro vite vengono calpestate da quelle che qualcuno vorrebbe far apparire come libere opinioni, quando invece sono solo esercizio di pregiudizio. Con le recenti affermazioni il sindaco di Teramo si mostra molto vicino ad una cultura politica e civica pari a quella dell'apartheid, dimostrando di essere la persona meno adatta a guidare un’istituzione pubblica. Dopo decenni di battaglie finalmente l’Italia tutela le coppie dello stesso sesso con l’istituzione delle unioni civili, legge che i primi cittadini sono tenuti a rispettare, anche se ricoperti dall’onere non tutti, a quanto pare, potranno averne l’onore. Porteremo avanti le nostre lotte anche per chi vorrebbe relegarci ad uno status d’inferiorità e per questa istituzione che oggi il sindaco svilisce con la sua intolleranza. Perché siamo e saremo dalla parte giusta della storia: quella dell’uguaglianza di tutti». Contro le dichiarazioni di Brucchi ha preso posizione anche Gianni Di Marco, vescovo della chiesa ecumenica e presidente dell'Arcigay di Pescara, noto anche per avere celebrato le nozze tra Bruno e Orlando, storica coppia omosessualedi Pineto. «Sono sconcertato ed indignato: le parole del sindaco Brucchi offendono la comunità Lgbt di Teramo, che è composta anche da suoi elettori e che lui da primo cittadino dovrebbe rappresentare, visto che ha giurato sulla Costituzione». (m.d.t.)

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