Unire il Teramo al San Nicolò? Campitelli dice sì, Di Giovanni no

I due presidenti apprezzano l’appello del sindaco, ma solo quello biancorosso apre alla fusione Possibile una collaborazione a livello di settore giovanile, no ai biancazzurri all’Acquaviva
TERAMO. Il connubio calcistico tra Teramo e San Nicolò resta un'ipotesi lontana dalla realtà. Al massimo, per ora, si può sperare in una collaborazione a livello di settori giovanili. I presidenti delle due principali società di calcio operanti sul territorio comunale, Luciano Campitelli e Salvatore Di Giovanni, condividono l'apprezzamento per l'idea lanciata dal sindaco Maurizio Brucchi che punta all'unione delle forze per creare una compagine più solida e in grado di competere a livelli agonistici più alti. Tra le parole e i fatti, però, passa un abisso e la cena della settimana scorsa tra i due presidenti non è bastata a colmarlo.
Campitelli, comunque, si professa in piena sintonia con la sollecitazione rivoltagli dal primo cittadino. «Lo dico da anni», esordisce, «non solo per il San Nicolò ma per chiunque voglia partecipare: più si è e meglio è». Il presidente biancorosso sostiene di essere più che disposto ad ampliare la composizione societaria anche rimettendo in discussione il proprio ruolo per il bene del calcio teramano. «Gli do i miei 300mila euro e non pretendo di fare il presidente», sottolinea, «così avrei anche più tempo per dedicarmi all'azienda». Per rendere ancora più chiaro il concetto Campitelli scandisce che «le porte non sono aperte, sono spalancate». Il guaio però, secondo lui, è che finora non è entrato nessuno. «Ognuno continua a guardare al proprio orticello», precisa, «ma viviamo in un territorio non troppo ricco e mettendo insieme le risorse saremmo più forti e aumenteremmo gli introiti».
Anche Di Giovanni coglie il valore positivo dello spunto offerto dal sindaco. «Le sue sono considerazioni giuste, condivisibili», afferma, «sarebbe bello avere una società più forte». L'occasione però, secondo lui, andava colta prima. «Ne abbiamo parlato quattro o cinque anni fa e alla fine non si è arrivati a nulla», ricorda, «non sto qui a dire chi la voleva e chi no, il discorso si fa sempre in due: ora, però, mancano le condizioni, i presupposti non ci sono più». Il presidente del San Nicolò ritiene più concreta una prospettiva diversa. «Possiamo avviare una collaborazione sul settore giovanile», spiega, «ma tutto il resto è molto difficile». Di Giovanni precisa di avere «buoni rapporti personali» con Campitelli. Nella cena i due presidenti hanno comunque parlato di calcio, in particolare della possibilità che il San Nicolò utilizzi per il prossimo campionato il campo dell'Acquaviva che il Teramo a breve dovrebbe prendere in gestione dal Comune. A maggio, infatti, scadrà il contratto per l'utilizzo del "Bonolis" e Di Giovanni deve trovare un impianto per le partite della prima squadra. Campitelli, però, nicchia: o si collabora a 360 gradi o l'Acquaviva servirà alle giovanili del Teramo.
Gennaro Della Monica
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