Università, il Dams nell’ex manicomio

31 Luglio 2015

Per creare la cittadella delle arti l’idea è una permuta con Asl e Regione offrendo in cambio l’edificio di viale Crucioli

TERAMO. Un'offerta formativa sempre più specializzata; un sistema universitario regionale coordinato, senza sovrapposizione di corsi di studi e con servizi unificati; una sempre maggiore integrazione con il territorio, attraverso la collaborazione con lo Zooprofilattico e i conservatori musicali: l'università di Teramo guarda lontano con progetti ambiziosi e, nella giornata di apertura delle immatricolazioni per il prossimo anno accademico, annuncia la sua strategia.

Il rettore Luciano D'Amico non nasconde una certa soddisfazione. Le classifiche nazionali e i dati crescenti di immatricolazione degli ultimi due anni, dopo il brusco calo del 2012, premiano l'ateneo cittadino. «Vogliamo se non migliorare nel numero degli iscritti, quantomeno consolidare i risultati raggiunti», afferma. Non ci saranno nuovi corsi di laurea il prossimo anno, ma a breve tornerà il Dams, la laurea in Discipline delle arti della musica e dello spettacolo. Il rettore auspica di poterlo sistemare nel vecchio manicomio di porta Melatina. L'idea è quella di operare una permuta con Asl e Regione, offrendo loro l'edificio di via Crucioli – di proprietà dell'ateneo – e ricevendo in cambio una porzione del manicomio da ristrutturare a proprie spese. Il sogno di D'Amico sarebbe la creazione di una cittadella della scienza e delle arti e la nascita di un corso di laurea che, grazie alla sinergia con i Conservatori regionali, possa offrire un doppio titolo di studi, il certificato di laurea e il diploma in conservatorio. Rimanendo nel polo umanistico, per Scienze politiche l'università sceglie la specializzazione nel settore della pubblica amministrazione e annuncia la volontà di rendere inter-ateneo il centro di ricerche già esistente. Non ci sarà invece alcuna specializzazione per Giurisprudenza, l'università punta piuttosto a una diffusione capillare sul territorio abruzzese, in collaborazione con gli altri atenei, mantenendo tuttavia a Teramo la direzione del corso di studi.

Per il polo scientifico, veterinaria e biotecnologie, l'obiettivo sarà quello di saldare i rapporti esistenti con le altre università e crearne di nuovi con lo Zooprofilattico. «Aspettiamo il rinnovo degli organi dirigenziali dell’istituto per procedere», spiega il rettore. D'Amico va oltre e annuncia in prospettiva la possibilità di sacrificare alcuni corsi di studi, quelli che non appartengono alla tradizione teramana, come ad esempio il corso in Economia, rispondente più all'offerta dell’università di Chieti-Pescara, e questo sempre per creare una visione universitaria regionale.

Nel frattempo annuncia una maggiore informatizzazione dell'ateneo che si tradurrà, a livello locale, con un tesserino magnetico che non servirà solo a registrare le presenze (di studenti e in futuro anche dei professori), ma che permetterà l'invio del materiale di studio senza passare per le dispense, con buona pace dello spreco di carta. «Dal prossimo anno inoltre partirà un libretto unificato, una carta dello studente abruzzese, che garantirà agli universitari, indipendentemente dall'ateneo di provenienza, di usufruire dei servizi in tutti e tre i poli», annuncia D’Amico, e conclude: «Per competere bisogna essere fortemente specializzati, non si possono proporre più lauree generaliste e doppioni. Crediamo che questa annunciata sia l'unica strada percorribile, se non riuscissimo a tenere il passo, inevitabilmente a livello nazionale si procederà con gli accorpamenti degli atenei, se non addirittura con le chiusure».

Emanuela Michini

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