Università, ospite illustre spiega il digiuno che allunga la vita

25 Giugno 2016

TERAMO. Mangiare meno permette di vivere più a lungo in salute: non è solo questione di saggezza popolare, oggi anche gli studi scientifici dimostrano la stretta correlazione fra alimentazione e...

TERAMO. Mangiare meno permette di vivere più a lungo in salute: non è solo questione di saggezza popolare, oggi anche gli studi scientifici dimostrano la stretta correlazione fra alimentazione e longevità. Autore delle ricerche è Valter Longo, professore italiano, di origini calabresi, che oggi dirige a Los Angeles l'Istituto di longevità dell'Università della California del Sud. Digiunare cinque giorni al mese, o meglio seguire una dieta che imiti il digiuno - tuttavia mai improvvisando con il fai da te e sempre sotto stretto controllo medico - porta grandi benefici all'organismo, sostiene Longo, che a settembre pubblicherà un libro sull'argomento. Questo particolare regime alimentare, da ripetere ogni tre o sei mesi, prevede la diminuzione dell'apporto di proteine e zuccheri, a favore di grassi e verdure. Preferibile dunque una dieta vegana, o con pesce, che riduca latte, formaggi e pasta. I risultati sono tangibili: la dieta “mima- digiuno”, da seguire mai prima dei 20 anni e oltre i 65, rallenta infatti l'invecchiamento, rigenera le cellule e aumenta le difese contro tumori, diabete, obesità e malattie cardiovascolari.

Il ricercatore ieri è stato ospite dell'ateneo cittadino per inaugurare, con il convegno internazionale "Healthy diet for healthy life" (Una dieta sana per una vita sana), il progetto europeo Marie Sklodowska-Curie Rep-Eat, per il quale l'università di Teramo ha ottenuto un finanziamento di due milioni di euro. «Obiettivo della ricerca», ha spiegato Barbara Barboni, fisiologa, coordinatrice di Rep-Eat e prorettrice alla ricerca per l'ateneo cittadino, «sarà quello di codificare delle diete da una parte per preservare la salute riproduttiva, con un'attenzione di genere pertanto rivolta alle donne, e dall'altra per contrastare i disordini alimentari, deviazione che colpisce soprattutto i giovani». Il lavoro avrà una durata quinquennale e coinvolgerà 43 partner fra università e imprese. Prima fase dell'iniziativa sarà l'individuazione di 12 ricercatori, provenienti da tutto il mondo, che lavoreranno sul progetto.

Accanto a Longo, un'altra autorità scientifica è stata ospite del convegno: si tratta di Rafael De Cabo, professore di gerontologia di Baltimora che ha approfondito il tema della dieta e dei suoi meccanismi cellulari anti-invecchiamento.

Emanuela Michini

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