Uno dei due edifici dell’ex rettorato può essere abbattuto

16 Novembre 2016

Sopralluogo della Soprintendenza nel complesso inagibile che nei progetti dell’Adsu ospiterà la casa dello studente

TERAMO. Prende consistenza la strada dell'abbattimento di uno degli immobili del vecchio rettorato di viale Crucioli per realizzare un nuovissima casa dello studente in acciaio, da 300 posti letto. Segnali incoraggianti di apertura sono arrivati ieri dalla Soprintendenza nel corso di un sopralluogo ai padiglioni condotto insieme ai vertici dell'Adsu, il direttore Antonio Sorgi e il presidente Paolo Berardinelli, e al rettore dell'università Luciano D'Amico, dal soprintendente Francesco Di Gennaro. Quest'ultimo si è dichiarato disponibile ad aprire un confronto per stabilire quali parti dell'edificio lasciare dei vincoli e quali sbloccare.

L'incontro è avvenuto sotto stretta osservanza di rigide misure di sicurezza visto che gli edifici, dopo l'ultimo terremoto, sono completamente inagibili, con crepe evidenti che si sono aggravate dopo i puntellamenti seguiti al sisma del 2009. L'ipotesi progettuale che l'Adsu intende percorrere dopo i segnali incoraggianti emersi ieri in seguito al sopralluogo è quella della demolizione completa del padiglione retrostante e del recupero totale e messa in sicurezza del padiglione che affaccia su viale Crucioli dove verrebbero realizzate sale studio, un bar, una copisteria, una lavanderia e altri servizi accessori a servizio della residenza universitaria. Il problema, ha spiegato Sorgi, è che quell'immobile è un edificio vincolato non per decreto, ma "ope legis", cioè per effetto giuridico che nasce dal fatto che l'immobile ha più di 70 anni. Dunque solo la Soprintendenza può decidere come procedere ed emanare un decreto per stabilire cosa lasciare con un vincolo e cosa no. Sorgi ha spiegato che parziali demolizioni sarebbero possibili anche per rimuovere corpi estranei al padiglione oggetto di recupero che sono stati costruiti negli anni come i seminterrati, dei corpi scala esterni e i locali che ospitavano la vecchia mensa. Tutto questo andrebbe a "ripulire" il padiglione e a restituirgli un volto architettonico di pregio. «Abbiamo registrato la convergenza su questa ipotesi di lavoro da parte del soprintendente che ha colto immediatamente il valore dell'efficientamento degli edifici che abbiamo in mente» ha detto Sorgi, «una disponibilità e una sensibilità non comune che ci ha fatto grande piacere e che va nella direzione di quello che la città si aspetta di vedere da quell'area urbana rimasta degradata».

Adesso tutto passa nelle mani della commissione regionale chiamata a rimettere un via libera necessario all'Adsu per partecipare a un bando del Miur sull'edilizia universitaria che concede 9 milioni di euro necessario alla realizzazione della casa dello studente. Poi andrà formalizzato l'atto di cessione in comodato d'uso gratuito dall'università di Teramo che è proprietaria dell'immobile. Intanto Sorgi si sta portando avanti col lavoro siglando un accordo con l'Enea, l'agenzia nazionale per l'energia e lo sviluppo, per avvalersi della sua consulenza circa la parte impiantistica e della consulenza energetica. Questo poiché, come precisato dal presidente Berardinelli, il tempo stringe: tutti i permessi e il progetto dovranno essere pronti entro la fine di dicembre, data entro la verrà pubblicato il bando per accedere al finanziamento.

Marianna De Troia

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