Uomini e donne uniti contro la riforma Pillon

In tanti in piazza Martiri protestano per il disegno di legge su separazione e affido «Danneggia il genitore con meno soldi, le donne vittime di violenza e i figli»
TERAMO. «Una controriforma del diritto di famiglia a danno del genitore economicamente svantaggiato, delle donne vittime di violenza e dei figli, ridotti a beni materiali divisibili a metà». L’allarme sui contenuti del disegno di legge su separazione e affido, ovvero il ddl Pillon, ha mobilitato tanti, donne e uomini, che in piazza Martiri ieri alle 17,30 hanno partecipato a un flash mob.
«C’è una buona risposta, segno di una grande sensibilità su questo tema», commenta Emanuela Loretone della Cgil, «bisogna sconfiggere una mentalità maschilista che si sta affermando sempre più. Il diritto di famiglia è un argomento tanto delicato che non si può trattare in maniera ideologica». «Le donne si sono mobilitate, ma anche tanti uomini», osserva Tania Bonnici Castelli, presidente della commissione provinciale pari opportunità, «è un decreto inaccettabile sotto diversi aspetti. Ad esempio se un bambino nel corso della separazione rifiuta momentaneamente un genitore – può accadere, ma spesso sono reazioni transitorie – rischia di essere tolto a entrambi e di essere messo in una casa famiglia». Ma il rischio più grave contenuto nel ddl Pillon è l'obbligo di mediazione che mette in pericolo l'incolumità di chi, adulti e bimbi, fugge dal partner violento. «Non tengono in seria considerazione le situazioni di violenza nei confronti delle donne e dei figli. Il ddl contravviene alla convenzione di Istanbul», commenta Anna Di Donatantonio di “Ester sono io”. Fra coloro che hanno partecipato al flash mob gli assessori Maria Cristina Marroni e Valdo Di Bonaventura, Renzo Di Sabatino, ma anche rappresentanti di associazioni, dal centro Arendt alle Snoq, da Cittadinanzattiva a Legacoop. (a.f.)

