Urbanistica, il Pd attacca: «Cemento all’ex Castelli»

21 Aprile 2024

Roseto, nel mirino il via alla variante con la costruzione di dieci palazzine L’ex sindaco: «Quest’amministrazione non ha una visione del futuro»

ROSETO. «Solo danni e nessuna visione della città»: così il Partito democratico di Roseto sintetizza la gestione dell’urbanistica da parte dell’amministrazione comunale Nugnes in questi primi due anni e mezzo di consiliatura. Per il Pd la goccia che ha fatto traboccare il vaso è l’annuncio dell’ennesima variante che riguarda l’area ex Castelli, già oggetto di conferenza dei servizi preliminare, che cambierebbe totalmente una vasta porzione del territorio, dal mare alla collina, e che prevede 370 appartamenti, distribuiti in 10 palazzine, per un totale di circa 2mila residenti.
Per il Partito democratico locale (conferenza stampa con la segretaria locale Emanuela Ferretti, l’ex sindaco e attuale consigliere Sabatino Di Girolamo e l’ex consigliere Salvatore Celestino) l’amministrazione Nugnes sarebbe immobile su tanti strumenti urbanistici, al contrario delle varianti parziali dove invece avrebbe impresso un’accelerazione nell’ultimo anno. «Così manca una visione del futuro di questa città», dice Ferretti, «il piano regolatore generale è lo strumento urbanistico principale di qualsiasi città e da lì bisogna partire per dare uno sviluppo armonico alla nostra Roseto». L’ex sindaco Di Girolamo ha ricordato tutto ciò che è stato lasciato in eredità dalla sua amministrazione a quella attuale. «Noi abbiamo incaricato un prestigioso gruppo di professionisti per la progettazione della variante generale al piano regolatore, fermo al 1990», precisa Di Girolamo, «dopo che la giunta Pavone aveva totalmente eluso il problema. Erano pronti inoltre il provvedimento per dare una soluzione definitiva alle aree a vincolo decaduto, il piano particolareggiato per Roseto capoluogo, eventualmente da emendare ma da approvare, e anche l’aggiornamento al piano spiaggia, per il quale mancano davvero pochi adempimenti. Ecco, tutti questi strumenti giacciono nei cassetti del Comune». È stato ricordato che la commissione urbanistica, da circa un anno, non si riunisce. «La commissione si è riunita poche volte in due anni e mezzo e sempre per provvedimenti non fondamentali», aggiunge Di Girolamo, «mai è stata chiamata a riflettere sui grandi temi urbanistici, nonostante le promesse di Enio Pavone». Celestino ha evidenziato i rischi di queste varianti parziali. «Dando la possibilità di realizzare tutta questa cubatura», conclude Celestino, «si rischia la saturazione degli indici urbanistici e dunque la fine delle frazioni».
©RIPRODUZIONE RISERVATA