Usa auto aziendale fuori servizio Postino scoperto per un incidente

Con la vettura va fuori strada e finisce a processo per peculato e guida in stato di ebbrezza In aula una dirigente della società lo difende: «Aveva un’autorizzazione verbale ad usare il mezzo»
TERAMO. Lui, portalettere, era ubriaco alla guida di una macchina delle Poste quando, tre anni fa, finì fuori strada. Dopo quel fatto è arrivata l’accusa di peculato perchè, sostiene la Procura, quell’auto non avrebbe dovuto portarla visto che l’incidente è avvenuto fuori dall’orario di servizio o comunque dell’arco di tempo relativo alla disponibilità della vettura.
Per questo il 52enne G.D.F. (assistito dall’avvocato Giandonato Morra) è finito a processo, oltre che per peculato, anche per guida in stato di ebbrezza.
Nel corso dell’udienza che si è svolta ieri mattina davanti al collegio dei giudici presieduto da Franco Tetto sono sfilati vari testi e tra questi l’attuale direttrice delle Poste la cui audizione è servita per ricostruire con più chiarezza l’intera vicenda partendo da un dato: per la consegna della corrispondenza l’uomo usava uno scooter delle Poste e non la macchina. La dirigente, che all’epoca dei fatti (avvenuti nel 2014 a Teramo) non aveva ancora questo incarico, ha detto che esisteva un accordo verbale tra l’uomo e i precedenti dirigenti che consentiva a quest’ultimo di spostare tutte le mattine la macchina dall’ufficio postale di Valle Castellana fino a Teramo e poi di riportarla nella stessa località che si trova vicino a quella di residenza dell’uomo. «C’erano stati accordi nell’ambito di piano di ristrutturazione», ha detto la donna nel rispondere alle domande del giudice, «e questo dipendente era stato autorizzato, verbalmente, a utilizzare la vettura delle Poste in dotazione all’ufficio di Valle Castellana per raggiungere il suo posto di lavoro insieme ad un’altra dipendente della zona». La dirigente ha aggiunto che l’auto avrebbe dovuto essere riportata a Valle Castellana dopo la fine dell’orario di lavoro quotidiano fissato intorno alle 15. Nell’avviso di conclusione delle indagini firmato dal pm Luca Sciarretta si legge: «In qualità di incaricato di pubblico servizio presso le Poste italiane, avendo per ragioni del suo ufficio e servizio la disponibilità dell’autovettura di proprietà delle Poste, se ne appropriava , utilizzandola per fini privati fuori dall’orario di servizio, ponendosi alla guida dell’autovettura in stato di ebbrezza alcolica e cagionando un incidente stradale a seguito del quale l’autovettura riportava ingenti danni».
L’uomo, dopo aver perso il controllo del veicolo, era finito contro un terrapieno sul lato opposto della carreggiata. Si torna in aula a luglio per la sentenza.(d.p.)
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