Usa l’automobile pignorata, assolta

19 Maggio 2018

I legali provano che l’imprenditrice non ha capito una comunicazione non chiara

GIULIANOVA. E’ il classico esempio di come i meccanismi della burocrazia e soprattutto la comunicazione ad essa collegata, possano portare fuori strada un cittadino.
Ma per fortuna le ragioni del cittadino, in questo caso una imprenditrice giuliese, sono state comprese dal giudice, Enrico Pompei, che ha assolto l’imputata perchè il fatto non costituisce reato.
La storia inizia con il pignoramento di una Bmw, per debiti – intorno ai 10mila euro – che l’imprenditrice aveva con Equitalia. La donna, proprio in quel momento, si stava separando, per cui aveva lasciato la casa che condivideva con il marito e si era trasferita dalla madre. Quindi quando le era arrivata la comunicazione del pignoramento, nel febbraio 2015, non ne aveva subito preso visione. Passata tempo dopo nella sua “vecchia”e abitazione l’imprenditrice è venuta a conoscenza del pignoramento e ha anche letto una comunicazione in cui si chiedeva il pagamento di 250 euro in cui si parlava di “estinzione”.
La donna, mal interpretando la missiva, si è precipitata all’ufficio vendite giudiziarie di Pescara a pagare la somma, credendo di aver liberato l’autovettura dal vincolo. Pensava dunque si aver bloccato il pignoramento e che poi se la sarebbe vista con Equitalia, dal punto di vista amministrativo, per il pagamento del debito. Così non era, e a un certo punto l’ufficiale giudiziario si è presentato dalla donna per ritirare l’auto pignorata e metterla in vendita. Ma non l’ha trovata in quanto nel frattempo l’aveva data al marito.
Quindi le è stato contestato il reato di mancata esecuzione dolosa di provvedimento del giudice (articolo 388 del codice penale, commi 3 e 4) per aver sottratto un bene pignorato. L’imprenditrice giuliese si è rivolta agli avvocati Berardo Di Ferdinando e Giuseppe Gliatta che l’hanno difesa nelle recente udienza davanti al giudice Pompei. I due legali hanno evidenziato che non c’è dolo nè colpa nel comportamento della signora, ma solo un errore scusabile.
In sostanza non ha capito la comunicazione ricevuta relativa al pignoramento. Il giudice ha accolto la tesi della difesa e ha dunque, qualche giorno fa, assolto l’imputata. (a.f.)
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