Uta spacciato, resta con due soli impiegati

Allarme di Abruzzo civico di Atri, il sindaco Astolfi insorge contro la Regione. Tagli anche a Roseto
ATRI. Sembrano avviati a fine sicura gli uffici Uta di Atri e, a ben guardare, di Roseto. L’allarme lanciato tempo fa da Abruzzo civico di Atri, sul forte ridimensionamento dello sportello dedicato all’agricoltura, è diventato realtà.
E adesso il coordinatore del movimento di Atri, Paolo Basilico, scrive all’assessore regionale all’agricoltura Dino Pepe e al sindaco, Gabriele Astolfi chiededo, a quest’ultimo, la convocazione di un consiglio straordinario. Il taglio di personale all’ufficio di Atri non è da poco: da indiscrezioni pare si passerà da 9 impiegati a due. Basilico nella lettera a Pepe osserva che l’Uta di Atri sarà sostanzialmente accorpata a Penne e quella di Roseto a Nereto. «Sulla Uta di Penne oltre ai 46 comuni di Pescara saranno caricati gli 11 dell'ex Uta di Atri, con una forte riduzione di personale tecnico», scrive Basilico, «altro aspetto rilevante riguarda le attività da cui derivano i benefici economici per le aziende agricole (Psr 2014-2020): saranno trasferite a Pescara e con esse gran parte del personale sarà costretto a seguire il lavoro fuori dalla propria sede attuale. Una esperienza simile fu fatta con il Psr 2001-2006 con risultati non soddisfacenti, tant'è che si preferì tornare indietro. Con il riordino in programma, accadrà che un operatore agricolo per alcune pratiche dovrà recarsi allo Sta (l’ex Ispettorato provinciale, a Teramo o Pescara)), per altre alle ex Uta e per altre ancora a Pescara».
E Astolfi si è attivato per salvare l’Uta: convocherà subito un consiglio straordinario (saranno invitati i vertici di Regione e Provincia) e chiederà a Pepe un incontro urgentissimo. «Da decenni l'Uta è ad Atri, in uffici forniti da noi. Ora lo stanno smantellando senza peraltro raggiungere risparmi effettivi, ma creando solo disservizi sul territorio: i nostri cittadini e quelli della Val Fino dovranno fare decine di chilometri anche solo per segnalare che un cinghiale che ha rotto uno steccato. La Regione ha preso questa decisione senza discuterla col territorio. Pepe aveva garantito che l'ufficio di Atri non sarebbe stato smantellato, poi esce la proposta di riordino e vengono smantellati quelli di Roseto e Atri, che rimangono con personale che non è in grado di portare avanti le pratiche. Già per l'ospedale mi tocca combattere tutti i giorni, il tribunale ce l'hanno tolto, le strade sono del quarto mondo, ora il taglio dell’Uta. Non si capisce perchè trasferire tutto questo personale a Pescara, il territorio meno agricolo della regione: si creerà una struttura enorme che causerà solo file e disservizi».
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