Utenti senza gas per il “default”

E’ il servizio che dovrebbe tutelare chi cambia fornitore, ma per i morosi c’è il distacco senza preavviso
TERAMO. Arriva una lettera a casa, è un avviso dell’ente gestore del gas in cui si comunica che è stato attivato il “servizio di default”. Da un giorno all’altro il cittadino, ignaro della durata temporanea di sei mesi del servizio, si ritrova senza gas. «È quanto accaduto a diversi teramani che per vari motivi si sono visti inseriti in questo servizio, che dovrebbe essere un meccanismo a tutela del cittadino», spiega il presidente dell’associazione Pasquale Di Ferdinando, «può capitare a chiunque si trovi in uno stato di morosità per diverse ragioni». Come specificato dal presidente dell’associazione, di solito avviene in casi particolari, quando non sono state pagate alcune bollette al precedente fornitore o il contratto di fornitura con lo stesso è stato risolto. Nel momento in cui un cliente si ritrova senza fornitore, ma è comunque connesso alla rete e quindi in grado di prelevare gas, il distributore territorialmente competente può attivare il cosiddetto “servizio di default”. Proprio per la gestione di questi casi, ogni anno viene selezionato attraverso una gara un “fornitore di default”, che opera secondo quando stabilito dall’Autorità per l’energia elettrica e il gas (Aeeg). «Nell’ultima delibera dell’Autorità viene specificato, per quanto riguarda il servizio di default tardivo, che deve essere indicata la data di inizio e di fine, in modo che l’utente sappia che ha un certo periodo di tempo a disposizione per stipulare un nuovo contratto», prosegue Di Pasquale, «se non si vuole arrivare alla scadenza con il relativo distacco dell’utenza e la necessità di dover fare tutta la procedura per un nuovo allaccio del contatore del gas e i relativi costi che questo comporta». Il presidente dell’associazione avverte che i tempi per il riallaccio possono variare da un minimo di quindici giorni, se non insorgono problemi, fino a quattro o cinque mesi se qualcosa va storto con la certificazione tecnica. Poi, mostrando alcune lettere inviate a due cittadini teramani, spiega che nel testo delle stesse non era riportato che la durata del servizio di default è di sei mesi, con la sola presenza della data d’inizio dello stesso. «Sotto un profilo formale le lettere inviate dalle società sono corrette, nel senso che richiamano le delibere dell’Autorità. Riteniamo, però, che non lo siano dal punto di vista commerciale perché non risultano chiare. Le categorie più deboli non hanno modo di andare a leggere il contenuto delle delibere», conclude Di Ferdinando, «per questo faremo prima una segnalazione all’Autorità e poi ricorso all’Antitrust per condotta commerciale scorretta, per quella che consideriamo come una violazione del codice del consumo». Infine, ricordando che il servizio di default può essere attivato anche per l’energia elettrica, l’associazione invita gli utenti a far attenzione quando arrivano le lettere e ad attivarsi subito.
Chiara Di Giovannantonio
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