Vaccinazioni, i medici di base entrano subito nella campagna
Il direttore sanitario Brucchi: «Nella categoria c’è grande disponibilità, hanno già aderito in 55 Intanto li utilizzeremo per completare gli over 80 a domicilio, vanno aumentate le dosi giornaliere»
TERAMO. La prossima fase della campagna vaccinale contro il Covid, quella della vaccinazione di massa, avrà come protagonisti i medici di base anche in provincia di Teramo. Secondo il direttore sanitario della Asl e referente regionale della campagna vaccinale Maurizio Brucchi, che lunedì sera si è confrontato in videoconferenza con oltre 150 tra medici di famiglia e di guardia medica, la categoria ha dato ampia disponibilità a supportare il personale della Asl nelle vaccinazioni, a cominciare non solo dai soggetti cosiddetti fragili e dalla fascia 75-79 anni – che sono le prossime categorie previste – ma anche dagli over 80 che non si possono muovere e devono essere vaccinati a domicilio.
Brucchi ha riferito così il contenuto della riunione di lunedì sera: «Il confronto serviva per spiegare le modalità con le quali i medici di medicina generale parteciperanno alla campagna e io ho spiegato che loro possono prelevare direttamente dalla piattaforma regionale i propri pazienti per arruolarli, ma non solo: devono arruolare anche quelli che non sono iscritti in piattaforma, in modo da vaccinare il maggior numero di persone. Una volta arruolati i pazienti, i medici di base fanno anamnesi e consenso informato e poi hanno due opzioni: o vengono a vaccinare nei nostri centri o lo fanno nel proprio studio. Anzi, c’è una terza possibilità: quella di fare i vaccini a domicilio. Ed è possibile anche indicare tutte e tre le opzioni».
Per quanto riguarda l’adesione della categoria in provincia, c’è tempo fino a stasera per rispondere alla “chiamata alle armi” della Asl e quindi il dato definitivo si saprà domani. Fino a ieri sera, ha reso noto Brucchi, erano arrivate 55 adesioni su un totale di 300 medici di medicina generale e guardia medica, e una buona percentuale ha deciso di praticare tutte e tre le opzioni a disposizione. «Per adesso», diceva Brucchi ieri sera, «solo tre medici hanno detto di non essere disponibili a vaccinare. Del resto», ha aggiunto, «nella riunione c’erano oltre 150 medici presenti e ho visto molta disponibilità, nessuno ha posto particolari problemi. Va sottolineato che hanno la possibilità di utilizzare anche i loro assistenti amministrativi».
I medici di famiglia entreranno in azione subito, secondo le intenzioni della Asl. Brucchi dice: «Vorrei partire con loro già prima di Pasqua per fargli fare almeno i pazienti ultra 80enni a domicilio. Dobbiamo incrementare il numero dei vaccini giornalieri». Al momento le squadre che conducono la campagna sugli over 80 a domicilio stanno completando la Val Vibrata e poi si sposteranno su Mosciano; l’intenzione della Asl è di far fare le città più grandi ai medici di base.
È in partenza anche un’altra campagna, quella per coprire gli ultra 80enni che per vari motivi non si sono ancora vaccinati. «Abbiamo mandato a tutti i comuni», dice Brucchi, «gli elenchi con i residui degli over 80, nel complesso sono 4.300 in tutta la Asl e li stiamo già chiamando, cercheremo di partire prima di Pasqua. In quali sedi? Stiamo cercando di accorpare le sedi più piccole alle più grandi».
Va ricordato che la Asl ha istituito la centrale operativa vaccinazioni (Cov) che ha il compito di coordinare tutte le operazioni e che è formata da un pool di sanitari, amministrativi e informatici. Al Cov c’è anche personale dedicato per dare risposte ai cittadini (mail: vaccinazionecovid@aslteramo.it).
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