Vaccini, ora tocca a 3.700 ultra80enni

Quasi completate le professioni sanitarie, in settimana avranno la seconda dose i medici e infermieri del V-day
TERAMO. Allo scoccare della quarta settimana dall’inizio della campagna di vaccinazione anti-Covid, il direttore generale della Asl di Teramo Maurizio Di Giosia fa così un primo bilancio: «Stiamo andando alla grande, potevamo fare tanto di più ma dipende dal numero di vaccini che ci mandano. Sono soddisfatto dell’impegno che stanno profondendo medici e sanitari, dimostra che a Teramo c’è una squadra che ci tiene e che sta facendo di tutto per combattere il virus. Cosa dico alla gente? Che dobbiamo essere responsabili, prego le persone di aderire perché è un dovere morale, un gesto di responsabilità verso gli altri. Tutti dobbiamo impegnarci per far sì che la campagna riesca e insieme batteremo questa malattia, il vaccino checché se ne dica è l’unica arma che abbiamo».
Stamattina Di Giosia si vaccinerà insieme al direttore sanitario aziendale Maurizio Brucchi, che – numeri alla mano – fa così il punto sulla campagna: «Finora nella Asl di Teramo abbiamo somministrato 3.160 dosi del vaccino Pfizer e 400 di quello Moderna. Ci siamo un po’ fermati negli ultimi giorni perché è venuto fuori il noto problema delle forniture Pfizer, che sta mandando in Italia il 30% in meno delle dosi previste, e perché dobbiamo garantire la seconda dose a chi ha già avuto la prima. In ogni caso domani (oggi, ndr) avremo la fornitura Pfizer prevista, 1.170 dosi, e giovedì arriveranno 500 dosi di Moderna. Insomma, siamo in grado di andare avanti comunque. L’incognita, al momento, è la fornitura del 25, che ancora non è garantita».
Finora la Asl di Teramo ha completato la prima dose di vaccinazione negli ospedali. «Tra il personale sanitario, in particolare quello dei reparti Covid, l’adesione è stata altissima, circa il 90%», dice Brucchi, «perché al 76% che si era iscritto in piattaforma si sono aggiunte in una seconda fase altre 250 persone. Gli ospedali li abbiamo poi completati vaccinando le categorie non sanitarie che li frequentano con continuità: imprese di pulizia, addetti ai pasti, manutentori. il primo obiettivo, quello di avere gli ospedali Covid free, speriamo di averlo centrato».
Nelle case di riposo, continua il direttore sanitario, «sono stati fatti quasi i due terzi dei vaccini previsti, 850 su 1.500 persone tra operatori e ospiti». Nei distretti sanitari di base e tra i medici di base «abbiamo vaccinato quasi tutti, ora passeremo alle direzioni sanitarie e ai medici di libera professione».
Il mondo della sanità e delle strutture assistenziali è dunque quasi a posto. Da oggi comincia una nuova fase: intanto perché comincerà ad avere la seconda dose chi si è vaccinato per primo (a Teramo sono i 35 sanitari del V-day), e poi perché subentrano gli ultra 80enni e le persone con patologie croniche. Gli ultra 80enni, riferisce Brucchi, in provincia di Teramo sono 3.741: 1.190 maschi e 1.476 femmine tra gli 80 e gli 89, 353 maschi e 639 femmine tra i 90 e i 99, 12 maschi e 71 femmine dai 100 in su. «A questi», dice, «vanno tolti quelli nelle case di riposo, sul resto è da verificare chi ha avuto il virus nella seconda ondata perché per ora i già positivi non li vaccineremo su consiglio del mondo scientifico, forse lo faremo in una seconda fase».
Quanto al reclutamento degli ultra 80enni, Brucchi spiega che sarà fatto in diversi modi e non solo tramite la discussa piattaforma online della Regione: «I sindaci si metteranno in campo con i servizi sociali comunali e la Regione intende coinvolgere i medici di base, che sarebbero molto utili in questa fase».
Brucchi conclude dicendo la sua su come la popolazione teramana sta percependo la campagna di vaccinazione anti-Covid: «Inizialmente c’era una certa diffidenza, anche tra gli ospedalieri. Più di una persona mi ha detto: aspetto per vedere come va. Poi la gente ha capito che il vaccino è l’unica vera arma che abbiamo contro il Covid, ora siamo subissati di richieste».
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