Vagnoni: «Si deve cambiare passo rinforzando la struttura tecnica»

Il sindaco di Martinsicuro: «L’ente deve coinvolgere i territori e usare più velocemente le risorse Io unico candidato del centrodestra? No, mi ritengo neutrale. Qualcuno mi considera un problema»
TERAMO. Cambiare passo: è la parola d'ordine che caratterizza la corsa del sindaco di Martinsicuro Massimo Vagnoni verso la presidenza della Provincia. Domenica si voterà e dalle urne verrà fuori il successore di Diego Di Bonaventura. Ad aspirare alla carica con lui ci sono il sindaco di Valle Castellana Camillo D'Angelo e quello di Tortoreto Domenico Piccioni. Tre candidature che hanno spaccato il centrodestra e che spaccano ancora, a poche ore dal voto, il centrosinistra. Il Pd incede incerto e si divide fra D'Angelo, appoggiato da Italia Viva e civici bipartisan, e il sindaco di Tortoreto, appoggiato da Azione, dall'area di Paolo Gatti, Fratelli d'Italia e parte dei Dem. Vagnoni è sostenuto da Lega e Forza Italia, ma anche da quegli amministratori che si ritrovano in una zona centrista e moderata. Pochi giorni fa Jwan Costantini, coordinatore provinciale della Lega, ha dichiarato: «L'unico candidato del centrodestra è Vagnoni».
Parole per le quali il diretto interessato ringrazia, ma rispetto alle quali va e guarda oltre: «Mi ritengo un candidato neutro, chi deve guidare la Provincia deve esserlo. Mi ero proposto sin dall'inizio come candidato di tutti, e sembrava esserci convergenza sull'esprimere un candidato unico. Poi, però, qualcuno ha voluto imporre un proprio nome: io sono sempre rimasto fermo al mio proposito. Per Forza Italia e Lega sono la persona giusta, ma per qualcuno, vale a dire Gatti, Sottanelli e una parte del Pd, sono apparso come un problema. Non mi sento perciò di rappresentare tutto il centrodestra». Vagnoni continua: «Noi abbiamo avuto un approccio di schema aperto a tutti. La Provincia non deve essere strumento di guerra per fini politici ed elettorali. Il mio obiettivo è di cambiare passo sia all'ente che al modo di gestire la cosa pubblica». Vagnoni prosegue in queste ore il suo tour in provincia fra consiglieri e sindaci. L'ultimo incontro, in ordine di tempo, quello con il sindaco di Teramo Gianguido D'Alberto: «L'ho incontrato e come ho fatto con tutti i colleghi gli ho proposto il mio progetto di gestione della Provincia, con i territori protagonisti e coinvolti. Ho chiesto a Teramo di aderire a questa visione trasversale affinché il cambio di passo si concretizzi con un modo partecipato di gestire gli enti e non continuando a lasciare le decisioni nelle mani di quelle due o tre persone».
Decisioni che, in termini di programma, per Vagnoni passano dall'accelerata sui progetti già finanziati al rinforzo della struttura tecnica. Viabilità, mobilità sostenibile, connessione costa-montagna, edilizia scolastica sono «le priorità, insieme alle questioni mai risolte come Prati di Tivo. La Provincia deve dare inoltre supporto ai Comuni su transizione ecologica e rifiuti, e ben venga il progetto del biodigestore di Teramo», conclude Massimo Vagnoni, che alla domanda su che giudizio dà al governo Di Bonaventura risponde: «Ha lavorato in un periodo storico non facile, non sollevo critiche. Mi focalizzo su quello che si deve fare: intervenire sulle aree che sono state trascurate, usare più velocemente le risorse, rafforzare la struttura tecnica».
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