Val Fino, il sindaco Piccari «Ho fatto il tampone»

Il primo cittadino di Montefino è medico di base a Castiglione, da martedì è a casa «Ho la febbre, mi sono messo in isolamento e sono in attesa dei risultati»
MONTEFINO. In prima linea due volte: come sindaco e come medico di base. Nei giorni di un’emergenza infinita con una zona rossa in Val Fino a scandire la portata del pericolo e con gli amministratori locali impegnati 24 ore su 24, il primo cittadino di Montefino racconta altro.
Ernesto Piccari, 61 anni da poco, nella vita è medico di base a Castiglione Messer Raimondo, uno dei centri più colpiti dal coronavirus tra vittime e positivi. Fino a lunedì è stato in ambulatorio. Da martedì è a casa con la febbre. «Ho fatto il tampone», dice, «sono in attesa dei risultati. Ma da martedì sono in isolamento volontario, lontano da familiari e altri. Gestisco l’emergenza da casa con un telefono e un computer. La zona rossa era indispensabile, ora si sta calando nella realtà con posti di blocco e restrizioni assolute. Nessuno entra, nessuno esce. Solo chi porta alimenti, farmaci e garantisce servizi essenziali. Ma mancano i presidi cominciare dalle mascherine». Una denuncia come sindaco ma soprattutto come medico. Come i tanti suoi colleghi che da quando l’emergenza è scoppiata hanno più volte sottolineato il fatto di essere stati lasciati soli senza nessun dispositivo di sicurezza a gestire un’emergenza come questa. «Ma oggi non c’è tempo per le polemiche», dice Piccari, «qui bisogna andare avanti per stare vicino alla gente che ora è terrorizzata».
Da ieri le forze dell’ordine presidiano tutti i 33 varchi della vallata del Fino. «Ci sono ancora perplessità sulle modalità di applicazione dell’ordinanza», dice il primo cittadino di Bisenti Enzino De Febiis, «oggi fortunatamente abbiamo avuto una prima circolare esplicativa che chiarisce molti aspetti anche se ancora non si capisce bene come debba funzionare. Stanno chiudendo le strade come deve giustamente essere, ma le forze dell'ordine stanno anche fermando i mezzi che approvvigionano i nostri supermercati e quindi e non vorrei che da una cosa fatta per bloccare un virus si facesse morire la gente di fame. Per quanto riguarda la filiera alimentare dobbiamo chiarire il fatto che chi deve rifornire il paese può muoversi. Alcuni concittadini devo dire, però, che continuano irresponsabilmente a muoversi perché probabilmente non hanno capito bene quello che sta accadendo. Nella nostra comunità per ora siamo fortunati perché non abbiamo casi positivi al momento e speriamo che continui così».
Per Vincenzo D’Ercole, sindaco di Castiglione Messer Raimondo, un’altra giornata al fronte: «Ci sono i posti di blocco e ci stiamo muovendo in sinergia con le forze dell’ordine per garantire il passaggio di mezzi che trasportano generi alimentari e farmaci, servizi essenziali. Ma qui ci sono ancora tanti malati in casa, così tanti che ora non riesco più a contarli».
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