Val Vibrata, l’industria in 7 anni ha perso 5.800 posti di lavoro

Numeri drammatici nel report dell’Unione di Comuni: 500 imprese in difficoltà, 178 sono fallite «Prima la globalizzazione e poi la crisi hanno colpito duro un territorio strutturalmente debole»
VAL VIBRATA. Disoccupazione, imprese chiuse e cassa integrazione straordinaria. Gli indicatori economici in Val Vibrata presentano il segno meno secondo il rapporto elaborato dall'Ufficio affari sociali e welfare dell'Unione di Comuni Val Vibrata.
LO SCENARIO. «Le profonde trasformazioni economiche seguite ai processi di globalizzazione ed ai cambiamenti di portata storica avvenuti nell'economia mondiale hanno avuto delle ripercussioni particolarmente rilevanti in un territorio come la Val Vibrata, un contesto economico-produttivo contraddistinto da seri problemi strutturali», si legge nel rapporto. «Se negli anni Settanta e Ottanta il successo dell'economia della Val Vibrata ha trovato nella forte interdipendenza tra ambiti territoriali e sistemi produttivi, nel ruolo della piccola impresa, nella capacità e nell'intraprendenza di tutta una generazione di imprenditori i principali punti di forza, da oltre un decennio il territorio della provincia si trova in una situazione di criticità sia dal punto di vista del tessuto produttivo che, ovviamente, da quello occupazionale. La particolarità delle difficoltà della Val Vibrata risiede in una condizione che è unica nell'ambito della regione abruzzese, in quanto, dopo un periodo iniziale di sviluppo legato alla presenza di grandi insediamenti produttivi attratti dalla presenza dei benefici della Cassa del Mezzogiorno, negli anni Novanta il venir meno di tali condizioni di favore ha determinato un continuo abbandono da parte di molte aziende medio-grandi che senza i contributi della Cassa hanno chiuso i battenti. Ciò ha determinato una forte dinamica di de-industrializzazione con un importante incremento della disoccupazione sia diretta, che indiretta (indotto)».
I NUMERI. Alla Cigs, dal 2008 al 2015, sono state interessate 82 imprese e 6.382 lavoratori. L'organico nelle imprese Val Vibrata-Tronto era, nel 2008, pari a 7.876 unità, nel 2015 è stato pari a 2.031 con un'occupazione persa di 5.845 unità. Secondo i dati forniti dalla Camera di commercio di Teramo sulle imprese ricadenti nell'ambito territoriale Val Vibrata-Val Tronto, per il periodo temporale 2008- 2015 503 sono state le imprese interessate da procedure concorsuali e ne sono fallite 178 (di cui 153 nell'ultimo quinquennio). Il comparto che ha fatto registrare il tasso più alto di perdita d'impresa è quello del tessile/abbigliamento (10%) seguito dalla pelletteria (2%) e dal mobile/legno (1,6%).
Il tasso di disoccupazione media in vallata (anno 2015) è di 8,93 punti. Civitella del Tronto (14,9), Martinsicuro (11,9), Controguerra (11,8) e Sant'Egidio alla Vibrata (9,2) sono le città dove il tasso è più alto. Sant'Omero (5,4) è quella dove il tasso è più basso. La grave crisi economica ha provocato un consistente incremento del tasso di mortalità delle imprese (soprattutto façoniste), causata anche dalla forte concorrenza delle imprese façoniste cinesi, localizzate in numero cospicuo sul territorio e, nella maggior parte dei casi, operanti in condizioni di assoluta irregolarità .
Alex De Palo
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