Valentin, da un anno sotto il ponte
«Ho chiesto alla Caritas di pagarmi una stanza, mi dicono che non possono»
TERAMO. Valentin è romeno, ha più di cinquant’anni ed è venuto in Italia nel 2005 per fare il muratore. La ditta per cui lavorava ha chiuso e da quel momento è cominciato il suo calvario. Prima ha lavoricchiato qua e là, poi il crollo del settore edile unito alla sua età non più verde lo hanno espulso anche dal sottobosco del precariato. Da due anni Valentin, a pranzo, mangia alla mensa della Caritas diocesana. E da più di un anno non ha un tetto sopra la testa. «Stavo in una pensione vicino al Castello», racconta, «poi non ho più avuto i soldi per pagarla e mi sono trovato un posto per dormire sotto il ponte».
Il ponte in questione è ponte San Gabriele, il posto è la nuda terra a ridosso di un pilastro con dei cartoni sopra. Da più di un anno la casa di Valentin è quella. E la sua occupazione è spostarsi lungo i fiumi teramani in bicicletta per pescare. Pesce che gli garantisce, non sempre, una cena.
Valentin si è rivolto al Centro per dire: «Cerco un po’ di lavoro, con un po’ di lavoro verrebbe anche un tetto. Intanto ho chiesto alla Caritas di pagarmi la retta della pensione, perché so che pagano gli alloggi ad altre persone. Mi dicono sempre di no, non capisco perché. E non capisco perché mi neghino da mesi un paio di scarpe quando so che c’è il cosiddetto “vestibolo” che raccoglie indumenti usati».
Abbiamo provato a chiedere alla Caritas perché non è possibile aiutare Valentin, la dirigente ci ha fatto sapere che non intende rilasciare dichiarazioni su questo caso. Valentin, a quanto pare, non merita risposta. Deve restare invisibile, sotto il “suo” ponte.(d.v.)
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