l’intervista

Valle Castellana. La “benzina del sindaco” è low-cost. Ecco le istruzioni per l’uso

27 Agosto 2026

D’Angelo: «Vi spiego perché i prezzi sono bassi e come replicare l’idea»

VALLE CASTELLANA

Sindaco, dica la verità: il distributore di proprietà del Comune fa comodo anche a lei.

«Macché! Io e mia moglie abbiamo due macchine elettriche da ben prima dell’acquisto della pompa di benzina. L’abbiamo comprata per offrire un servizio alla comunità».

Come avete deciso di acquistarla?

«Nel 2019 ci siamo interessati alla stazione di servizio, che stava per chiudere. Sa, il nostro è un comune piccolo per numero di abitanti, ma grande per quanto riguarda l’estensione territoriale».

Lasciare Valle Castellana senza una pompa di benzina sarebbe stato un bel problema.

«Abbiamo 47 frazioni e una densità abitativa di sei residenti per chilometro quadrato. All’inizio avevamo pensato di mettere a disposizione il carburante a prezzi agevolati solo per i nostri concittadini, ma abbiamo capito che era impossibile mettere due tariffe differenziate».

Forse meglio così: oggi la “benzina del sindaco” è diventata un caso nazionale. I vostri prezzi sono fuori mercato.

«La stazione di servizio è entrata in funzione nel 2022. In quattro anni abbiamo guadagnato l’esperienza giusta per capire come funziona il mercato».

Qual è il segreto?

«Nessun segreto. Solo una gestione “da buon padre di famiglia”».

Camillo D’Angelo è il sindaco di Valle Castellana e presidente della Provincia di Teramo. In questi tempi di crisi energetiche e costi gonfiati del carburante, i prezzi della pompa di benzina di proprietà del suo Comune – inferiori anche di 25 centesimi al litro rispetto alla media – hanno fatto esplodere il dibattito sull’opportunità per gli enti pubblici di acquistare il carburante e gestirne il servizio di distribuzione. D’Angelo, l’ideatore del progetto, assicura che il modello «è replicabile». Ecco come.

Sindaco D’Angelo, partiamo da qui: dal punto di vista dell’inquadramento giuridico, dove si colloca la vostra pompa di benzina?

«Tecnicamente opera come un esercizio privato, ma nulla vieta a un Comune di costituire una partecipata e spostarsi sull’ambito del pubblico».

Se è un esercizio privato, come fate a mantenere prezzi così bassi?

«La prima cosa che abbiamo fatto è stata azzerare il margine di guadagno. Andiamo in pareggio».

E i costi di gestione?

«I centesimi di costo in più rispetto al valore di mercato del carburante servono proprio a coprire le spese per la manutenzione ordinaria e straordinaria, le utenze elettriche e l’impianto di videosorveglianza».

Esistono altri Comuni, anche nella sua provincia, che possiedono una stazione di servizio. Voi però siete gli unici ad avere questi prezzi: com’è possibile?

«Prima le ho detto che serve una gestione da “buon padre di famiglia”. Intendevo questo: bisogna stare attenti al centesimo, ridurre le spese al minimo indispensabile. Non è una banalità, bisogna fare le cose con impegno e grande accortezza».

Voi che spese avete ridotto?

«Il distributore è self service, abbiamo un’unica pompa, piccola, con due erogatori. Una cosa che manca, e mi dispiace che sia così, è il Pos».

Perché non c’è?

«Avevamo chiesto a Poste italiane di installarcelo. “Fate troppe poche transazioni, non ci conviene”, è stata la risposta».

Non potevate rivolgervi a un istituto bancario privato?

«Lo abbiamo fatto, ma i prezzi erano assolutamente fuori portata».

Oggi quanto vendete?

«Prima che scoppiasse il caso circa 700-800 litri al giorno. Oggi viaggiamo sui 2mila litri».

Possibile che basti così poco, acquistare una pompa, puntare al pareggio e ridurre i costi, per offrire un servizio a questi prezzi?

«C’è un altro fattore da tenere in considerazione che ancora non le ho detto: il prezzo del carburante sul mercato».

Ce lo spieghi meglio.

«I prezzi di acquisto sono variabili. Si tratta di capire quando vale la pena comprare».

Quando vale la pena?

«Se intuiamo che il prezzo potrebbe salire nei giorni successivi, lo compriamo in anticipo. Questo ci permette di tenere bassi i prezzi anche quando aumenta per tutti gli altri».

Come una sorta di broker finanziario, ma a fini di pubblica utilità.

«Ricordi che comunque dobbiamo mantenere il pareggio di bilancio. Se un privato compra la benzina e poi il prezzo scende, mettiamo di 15 centesimi, non è che poi lo può abbassare di conseguenza. Ci perderebbe».

E voi, nei, fatti, agite come un privato.

«Non a caso nel corso degli anni è capitato che anche noi avessimo dei prezzi alti. Poi, con il tempo, abbiamo capito quali sono i momenti migliori per acquistare».

È lei a occuparsene direttamente?

«Se ne occupa la nostra responsabile finanziaria. È lei a monitorare le fluttuazioni del mercato. Dopo quattro anni ha imparato a intuirne l’andamento: il risultato sono i prezzi che oggi attirano così tanti automobilisti».