Valle Castellana, scontro sui moduli per i bar

18 Ottobre 2017

L’opposizione accusa il sindaco: «Perché non li fa?». La replica: «I commercianti non li hanno chiesti»

VALLE CASTELLANA. «Il sindaco nega i moduli alle attività commerciali danneggiate dal sisma». E’ questa la lamentela dei consiglieri di opposizione di Valle Castellana Enea Giovannini, Vincenzo Esposito e Costanza Giorgi rivolta al primo cittadino Camillo D’Angelo. Non sono stati ancora realizzati, dicono i consiglieri in una nota, «i due moduli da adibire a esercizio commerciale, a Valle Castellana e a Pietralta, la cui procedura era stata avviata dalla precedente amministrazione e con piena copertura. Il sindaco dichiara di non aver dato seguito alla costruzione dei moduli perché la procedura era carente,, ma cosa gli ha impedito di riprenderla e di sanarla dopo che i titolari delle attività si sono recati di persona per manifestare le proprie esigenze? Gli chiediamo, quindi, le reali motivazioni che impediscono la costruzione dei moduli». Facendo riferimento alle stalle mobili predisposte per gli allevatori, i consiglieri aggiungono che «il modulo per le attività produttive danneggiate non è un privilegio o una concessione del primo cittadino, ma un risarcimento per il danno subito previsto dal decreto sisma, al pari degli imprenditori agricoli; non sono forse i titolari di bar imprenditori da tutelare come questi ultimi?» Infine sulla costruzione delle Sae (soluzioni abitative di emergenza) i consiglieri accendono i toni: «Ci stupiamo di come il sindaco non si faccia alcun problema nell'avviare un esproprio per la costruzione delle Sae che costa dai 60 ai 90 mila euro mancando i requisiti della necessità e dell'urgenza, quando ha l' alternativa di costruire cinque appartamenti recuperando l'ex edificio scolastico con un progetto già approvato e finanziato dal commissario». Immediata la replica del sindaco: «Sono quotidianamente in Comune pronto ad accogliere le necessità dei cittadini e dei commercianti che hanno l’intenzione di ripartire. Al momento non mi risultano istanze non evase a riguardo e i titolari delle attività commerciali interpellati verbalmente non hanno formulato espresse richieste scritte di strutture provvisorie. Rimango a completa disposizione qualora volessero cambiare idea. Sulla costruzione delle Sae il procedimento è in atto e l’edificio citato è destinato a interventi per finalità socio-assistenziali con relativa copertura finanziaria».
Adele Di Feliciantonio
©RIPRODUZIONE RISERVATA.