Vanno in pensione due pezzi da novanta

I primari Del Rosso (nefrologia) e Di Re (pneumologia) lasceranno a maggio. Una delibera avvia i relativi concorsi
TERAMO. Primari in arrivo, ma nel frattempo il Mazzini perde due pezzi da novanta. Fra metà maggio e il 1° giugno andranno in pensione Goffredo Del Rosso, primario della nefrologia e direttore del dipartimento discipline mediche e Luigi Di Re, primario della pneumologia.
L’ADDIO AI DUE PRIMARI. La Asl ieri ha pubblicato la delibera in cui avvia le pratiche per coprire i due posti: ora dovrà essere pubblicato il bando e, se tutto va bene, non prima di 6-8 mesi i due posti vacanti saranno coperti. Entrambi i medici devono andar via per un cavillo: in teoria potrebbero restare fino a 70 anni ma sono arrivati al compimento di 40 anni di vita lavorativa. Un vincolo che ha solo chi lavora nel pubblico. Non è un caso se molti medici poi vanno a lavorare in strutture private.
Del Rosso. 69 anni, ha lavorato prima a Bologna e poi, dal ’79 al ’99 a Chieti (alla clinica nefrologica dell’università) e nel 2000 ha vinto il concorso da primario a Teramo, dove è diventato anche capo dipartimento dal 2016. Sotto la sua egida il servizio di dialisi è diventato un reparto di nefrologia con posti di degenza. Quella che ora si chiama unità operativa complessa con tre unità semplici a Teramo, Giulianova e Atri. «Una trasformazione», esordisce Del Rosso, «ottenuta col contributo di tutti i collaboratori. Insieme a loro ora abbiamo un reparto con un programma di dialisi peritoneale importate e un programma di prevenzione ambulatoriale importante della malattia renale (a Teramo siamo passati da 100 e 1.500 prestazioni all'anno)». Solo per fare un esempio il programma di dialisi peritoneale della Asl di Teramo ha un “percentuale di penetranza” del 27% sul totale della popolazione, fra i più alti di Italia. Del Rosso lascia il reparto a malincuore: «Abbandonare la creatura che hai fatto crescere è una cosa dolorosa, ma so che la lascerò nelle mani dei collaboratori capaci e che cercheranno anche di migliorala».Del Rosso, che abita a Chieti ma che è molto legato a Teramo, pensa a continuare a fare attività ambulatoriale qui, nel privato.
Di Re ha 67 anni e compirà 40 anni di servizio effettivo a metà maggio. I primi passi da come medico condotto a Cortino per arrivare all’ospedale di Teramo dove ha iniziato con l’allora primario Vito Filograna, famoso tisiologo «che mi ha dato modo di conoscere quadri polmonari che ora non si vedono più». Da 12 anni è primario al Mazzini. Il suo reparto è stato uno dei primi in Italia a praticare la ventilazione non invasiva, oggi tecnica diffusa e valida alternativa alla rianimazione per l’insufficienza respiratoria. E poi, fra l’altro, ha aperto un centro per la polisonnografia per lo studio dei disturbi respiratori nel sonno, uno per la fibrosi idiopatica e un ambulatorio per l’asma grave. Anche lui sarebbe rimasto volentieri al lavoro: «Io timbro alle 6, a me piace andare in ospedale e lavorare fino a metà pomeriggio. Ci vado ancora con entusiasmo, ci metto il massimo della grinta. Ringrazio tutto il mio personale infermieristico, soprattutto la vecchia guardia, ringrazio la loro abnegazione. Così anche il personale medico che mi ha seguito nell'applicazione di nuove metodiche: senza di loro non avrei potuto fare niente. Ora faccio spazio ai giovani. Avrò più tempo per dedicarmi al ciclismo, ai nipoti e a mia moglie, che ha sopportato le mie assenze».
I CONCORSI IN ATTO. Primari che vanno, altri ne arrivano. Ieri è stato espletato il concorso per la chirurgia di Atri. La terna, fra cui dovrà scegliere il direttore generale Roberto Fagnano, è composta da: Edoardo Liberatore (70,4 punti) proveniente dall’ospedale di Pescara, Massimo Ippoliti (68,3) dell’ospedale di Chieti e Nicodemo Saggese (53) dell’ospedale di Atri.
Il prossimo concorso si terrà a fine marzo, per il primario di medicina interna a Sant’Omero. Seguiranno quelli per la direzione medica di Teramo e per la farmacia territoriale.
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