Variante inglese, allarme per casi sospetti

Ci sono accertamenti in corso. Aumentano i ricoveri e oggi si parte con la vaccinazione delle forze dell’ordine
TERAMO. La variante inglese arriva anche nel Teramano. In provincia, come confermato da fonti sanitarie, sarebbero stati infatti registrati alcuni casi che dovranno comunque essere certificati con ulteriori accertamenti. Un dato che spiegherebbe il repentino aumento di positivi in alcuni centri e che, alla luce di quanto sta avvenendo nelle province di Pescara e Chieti, deve spingere cittadini e istituzioni a tenere alta la guardia.
Intanto, anche a fronte dell'arrivo di pazienti Covid da Pescara, il numero dei ricoveri nelle strutture teramane continua a superare la soglia dei 100. Ieri erano 122, di cui quattro in rianimazione (due a Teramo e due a Giulianova): 16 ad Atri, 29 a Teramo, 38 a Giulianova, 34 nella Rsa di bivio Bellocchio, 5 all'Oasi Madre Teresa di Scerne di Pineto. Una situazione a fronte della quale diventa sempre più essenziale procedere speditamente, disponibilità dei sieri permettendo, procedere con la campagna vaccinale. Oggi si partirà con gli ultraottantenni, andando così a chiudere la prima fase della campagna, con uno "stress test" ad Ancarano dove ci sono 70 anziani da vaccinare. Poi da lunedì si procederà con il resto della provincia, proseguendo con i comuni in ordine alfabetico. Contemporaneamente alla vaccinazione sugli ultraottantenni si partirà, sempre oggi, con le forze dell'ordine e in particolare con le forze di polizia, carabinieri e vigili del fuoco. E se per la campagna vaccinale sugli anziani saranno i comuni a mettere a disposizione le strutture, con la Asl che andrà sui territori con il proprio team di medici vaccinatori, per le forze dell'ordine le operazioni si svolgeranno nella sede vaccinale di Teramo. Se non ci saranno intoppi la vaccinazione dovrebbe procedere spedita. Anche perché ad oggi, fortunatamente, i vaccini non sembrano mancare. Questa settimana ne sono arrivati 2.730 della Pzifer e 1.400 di Astrazeneca. La settimana prossima ne arriveranno altrettanti di Astrazeneca e altri 3.500 della Pzifer, oltre a una fornitura di Moderna. La Asl procederà, in ogni caso, come ha fatto fino ad oggi, conservando sempre un 30% di scorte per i richiami.
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