Vecchi buoni postali, parte il contenzioso

2 Gennaio 2024

Donna di Campli ritrova i titoli da 5 milioni di lire e cita le Poste per un rimborso da centomila euro

CAMPLI. Ha ritrovato in un vecchio libro natalizio due buoni postali emessi negli anni Ottanta per un importo di 5 milioni di lire ciascuno e per ottenere il rimborso ha avviato un contenzioso con le Poste affidandosi all’associazione Giustitalia secondo cui quei buoni oggi valgono 100mila euro.
Clara Baldassarre, residente a Campli, mai e poi avrebbe immaginato di ritrovare quei vecchi buoni Bpf dimenticati in alcuni libri. «Poste Italiane», si legge in una nota dell’associazione Giustitalia, «aveva effettuato un calcolo “al ribasso” ammontante a poco più di 50 mila euro. In realtà a un più attento esame della giurisprudenza di merito e delle recenti decisioni dell'Arbitrato Bancario Finanziario, è emerso che l'importo dovuto era praticamente più del doppio rispetto a quello prospettato da Poste in quanto i tassi di interessi che devono essere applicati sono quelli stampati sul retro del buono e non quelli (notevolmente inferiori) che si sono succeduti nel corso degli anni». La donna, tramite l’avvocato Francesco Di Giovanni dell'associazione Giustitalia che si occupa a livello nazionale ed internazionale della riscossione di buoni postali e titoli di Stato, ha deciso di agire legalmente per la riscossione della maggior somma. Secondo i calcoli dell’associazione, infatti, la somma totale per il rimborso dei buoni è di quasi centomila euro, per l’esattezza 99.750,00 euro. «In linea generale», si legge nella nota dell’associazione guidata da Luigi De Rossi, «occorre considerare che la capitalizzazione al netto della ritenuta fiscale, per ciascuno dei primi 20 anni di durata dei buoni, è illegittima in quanto in tale caso verrebbe anticipato il momento impositivo previsto dalla normativa primaria».(red.te.)