Veco dichiarata fallita, Mancinelli curatore

24 Gennaio 2020

Martinsicuro, è arrivata la sentenza per la storica fonderia gravata da quasi sette milioni di debiti

MARTINSICURO. La Veco è stata dichiarata fallita. Ancor prima dei tempi supposti, a 24 ore dall’udienza che ha visto in contemporanea il sit in dei lavoratori davanti al tribunale, il giudice Giovanni Cirillo ha dichiarato il fallimento della storica fonderia di Martinsicuro.
Curatore fallimentare è stato nominato Massimo Mancinelli, commercialista di Martinsicuro. Sarà lui a gestire questa fase delicatissima della fonderia aperta a Martinsicuro nel lontano 1961 dall’ingegner Francesco Vecchiotti. L’azienda ha iniziato ad accusare problemi finanziari nel 2013, quando è iniziato un braccio di ferro per ottenere una serie di autorizzazioni dalle istituzioni – non ultima la battaglia per ottenere la famigerata Aia, poi conquistata – e con una serie di comitati civici che protestavano per un presunto inquinamento. E alla fine i continui fermi alla produzione, uniti a una difficile congiuntura nel settore, hanno avuto la meglio. Il passivo ammontava, un anno fa, a 6 milioni 800mila euro circa. Infruttuoso il concordato preventivo e alla fine la stessa azienda ha deciso di rinunciarci non trovando, di contro, nessuno che investisse portando denaro liquido.
I sindacati esprimono amarezza e sono proiettati sul futuro, nel tentativo di salvare la fonderia. «Ci ha contattato il commissario, che è stato molto corretto, speriamo di intraprendere un percorso risolutivo», commenta Marco Boccanera, segretario della Fim Cisl, «ora il nostro primo obiettivo è ottenere gli ammortizzatori sociali per i 53 dipendenti, cioè la Cigs per cessazione. E poi cercare di trovare un investitore per cercare di far ripartire il sito produttivo».
Sull'esercizio provvisorio il giudice si è riservato, ma ormai non ci sono più commesse.
«Comunque è un momento triste per l’intera provincia, è un'azienda storica che fallisce», osserva Mirco D’Ignazio, segretario della Fiom Cgil, «non ci stupisce, era inevitabile questo epilogo. Non ci diamo per vinti, siamo convinti che l'azienda, anche tramite il fallimento, possa recuperare ed evitare emorragie occupazionali». (a.f.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.