Veco, si spera nell’esercizio provvisorio

Assemblea a Martinsicuro con dipendenti, sindacati e politica. La titolare dell’azienda si commuove
MARTINSICURO. Il destino della fonderia Veco è legato all’accoglimento da parte del tribunale teramano della richiesta dell’esercizio provvisorio, presentata dalla proprietà a inizio novembre. Se tale richiesta non venisse accettata per la storica fonderia truentina, nata nel 1961, si aprirebbe la strada del fallimento e per 52 dipendenti, quelli attualmente occupati, sarebbe a rischio il posto di lavoro. Questo quanto evidenziato nell’assemblea tenuta ieri mattina in aula consigliare alla presenza dei rappresentanti sindacali e del mondo politico provinciale e regionale. Erano presenti tutte le sigle sindacali, la senatrice Stefania Pezzopane, il parlamentare Antonio Zennaro, l’assessore regionale al lavoro Piero Fioretti, i consiglieri regionali Emiliano Di Matteo e Dino Pepe, il consigliere provinciale Luca Frangioni, il segretario locale del Pd Mauro Paci e il consigliere comunale Marco Massetti (5 Stelle). Assente il sindaco Massimo Vagnoni per precedenti impegni.
Durante l’incontro ha preso la parola l’amministratrice dell’azienda Anna Vecchiotti che con voce commossa ha ripercorso la storia degli ultimi anni dell’azienda tra problemi ambientali, poi risolti visto che la certificazione Aia è stata rinnovata fino al 2026, e incontri finora infruttuosi con importanti società per un’eventuale cessione dell’azienda. La forte crisi aveva portato due anni fa i vertici dell’azienda a richiedere e ottenere il concordato preventivo in continuità. Nonostante l’incremento del fatturato, però, l’azienda non ha potuto rispettare le scadenze previste e si è aperto il baratro del fallimento. I sindacati hanno anche riferito che un cambio di destinazione dell’area, si parla di comparto turistico, non sarebbe facile visto il costo di bonifica dell’area. Il rischio è quello che rimanga un sito, come tanti altri in Italia, inquinato e abbandonato al suo destino.
Sandro Di Stanislao
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