Veco, tregua fino a settembre

Martinsicuro, sospensiva del Tar e nulla osta a fare i lavori anti-inquinamento
MARTINSICURO. Si sblocca la situazione alla fonderia Veco di Martinsicuro. Il Tar ieri ha accordato la sospensiva fino a settembre del provvedimento della Regione che nell’aprile scorso ha disposto il fermo della produzione. Le motivazioni dello stop risiedevano nella mancata realizzazione di una delle prescrizioni imposte tempo fa per ottenere l’Aia (autorizzazione di impatto ambientale). In sostanza l’azienda deve realizzare una specie di “cappotto” sullo stabilimento, che in qualche modo lo isola. Ma finora non ha potuto farlo perchè mancava il parere della Sovrintendenza dei beni paesaggistici, indispensabile perchè il Comune rilasci la concessione ediliziaper realizzare la coibentazione alla fabbrica. Dopo tanta attesa – e proteste, soprattutto dei sindacati – il nulla osta della Sovintendenza è arrivato la scorsa settimana e l’altroieri il Comune ha dato il ieri il placet definitivo all’avvio dei lavori.
«I primi lavori sono già iniziati e noi vigileremo perchè vengano fatti», esordisce Mirco D’Ignazio, segretario della Fiom Cgil, «l'azienda dice che entro una settimana sarà installato il cappotto. Tant'è che la produzione questa e la prossima sarà ferma per consentire i lavori, stando a quanto detto ieri.
Sindacati e azienda, peraltro, in un incontro che si è svolto in Provincia, hanno fatto richiesta al ministero per un anno di cassa integrazione straordinaria (Cigs) a zero ore. Attualmente nella Veco vige un contratto di solidarietà, che scadrà il 19 agosto. Dal 22 dovrebbe partire il nuovo ammortizzatore sociale, necessario perchè dopo la serie di stop forzati la fonderia ha perso molti ordini e in questo anno il portafoglio clienti deve essere integrato. «I lavoratori continueranno a fare sacrifici con la Cigs perchè in questa azienda ci credono, ora sta all'azienda fare la sua parte e fare i lavori. Vigileremo affinchè mantenga gli impegni che ha preso», precisa D’Ignazio.
Marco Boccanera segretario della Fim Cisl sottolinea che l’accordo sulla Cigs è stato l’alternativa alla perdita di 25 posti, annunciati dall’azienda appunto per il calo di commesse. «I lavoratori, intanto, continuano a fare rinunce», aggiunge, «infatti andremo a fare un accordo per la sospensione del premio di produzione. Ma l’azienda deve fare la sua parte e il fatto che non sia accollata la maturazione dei ratei di tredicesima, e altro, durante l'anno di cassa integrazione – le cifre sono irrisorie – vuol dire che non tiene in debito conto le battaglie dei lavoratori. E comunque vogliamo la commissione paritetica sull’applicazione della rotazione nella Cigs». (a.f.)
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