Vendemmia, l’annata è positiva: ma i vigneti soffrono la siccità

29 Ottobre 2022

Il produttore Biagi: «È stato necessario ricorrere a irrigazioni d’emergenza per l’assenza di piogge» Nelle aree dove è piovuto meno la produzione è calata, la qualità delle uve rimane comunque alta

VAL VIBRATA. Per la produzione del Controguerra doc la vendemmia 2022 è risultata buona in termini di qualità, anche se in alcune aree della Val Vibrata la produzione è calata. La stagione siccitosa ha inciso sui vigneti, che sono andati in sofferenza. Fabrizio Biagi, uno dei maggiori produttori vinicoli della vallata, sottolinea come si sia dovuti ricorrere all’irrigazione dei filari. «Considerando l’andamento stagionale possiamo ritenerci soddisfatti e in generale, a sentire diversi colleghi produttori, nonostante tutto la vendemmia 2022 volge in positivo», spiega Biagi, «abbiamo avuto un’annata difficile, siccitosa, come tante negli ultimi anni e siamo dovuti ricorrere a irrigazioni di soccorso e a lavorazione superficiale per ridurre l’impatto negativo sulla produzione e limitare i danni da stress idrico. Il territorio, come i nostri vigneti, non ha avuto particolari problemi di malattie funginee proprio per l’assenza di piogge e umidità che ne agevolano lo sviluppo. Le piogge di agosto, sparse qua e là, hanno aiutato sul finire di stagione. Alcuni vigneti ne hanno beneficiato, altri meno: questo è dipeso da dove è piovuto di più. Abbiamo vendemmiato con qualche giorno di anticipo con uve sane e grado zuccherino buono».
L’altra eccellenza abruzzese e vibratiana è l’olio extravergine di oliva. In questo caso la produzione è calata soprattutto per quegli uliveti non trattati che, inevitabilmente, sono stati attaccati dalla mosca dell’olivo. Le drupe sono risultate in diverse zone asciutte e poco polpose, portando a un calo della produzione olearia. Il caro energia va ad aggiungersi alla minor produzione determinando l’aumento del costo di molitura nei frantoi e, di conseguenza, del prezzo di commercializzazione.
Quanto alla manodopera, Fabrizio Biagi dice di non aver avuto particolari problemi di reperimento anche se sono state, al contrario, riscontrate difficoltà da parte di altri produttori su larga scala. Le cose sono andate meglio per i piccoli produttori a gestione familiare. Il bio, intanto, prende sempre più piede tanto nel settore vinicolo quanto in quello oleario. In quest’ultimo caso, il prezzo al litro risulta maggiore. Quanto al mercato, quello interno risulta fruttuoso e proficuo e tiene bene anche l’export. Alcune aziende vibratiane hanno guadagnato nicchie di mercato estero importanti esportando larga parte della produzione in Europa, Cina, America e Australia. Nel settore della ristorazione locale, spinge molto il vino della casa. Si tratta di vino (bianco, rosso o rosato-cerasuolo) proveniente dalle cantine locali che stoccano la produzione nei box, in bottiglia o in piccole damigiane in plastica.
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