Venezuelani di ritorno, c’è un’ondata

24 Febbraio 2019

Appello dell’associazione che li aiuta: «Per integrarli serve una burocrazia più snella e il riconoscimento dei titoli»

TERAMO. Più di trecento arrivi al mese nella nostra regione. Persone che con la valigia piena di speranza scappano dalla tragica situazione politica e sociale che sta minando il proprio Paese, il Venezuela. Cresce sempre di più la presenza degli italo - venezuelani in Abruzzo e nella nostra provincia, tanto che siamo la regione italiana con il maggior numero di persone che arrivano dallo stato sudamericano. Una migrazione silenziosa, ignorata dall’opinione pubblica, ma che c’è e porta in Abruzzo persone che vogliono ritrovare, nei luoghi da dove sono partiti i propri nonni o genitori tanti anni fa, un futuro che in Venezuela vedono sempre più buio.
«L’Abruzzo è stata una terra di emigranti e qui tornano soprattutto i giovani, la seconda generazione che può chiedere la cittadinanza, per cercare di ritornare a una vita normale e sicura che lì non c’è più, insieme a un numero minoritario di venezuelani che chiedono l'asilo politico», spiega Gabriella Moscardelli, italo-venezuelana che da tempo vive nella provincia teramana, membro direttivo di Ali Abruzzo (Associazione latino-americana in Italia), coordinatrice Ali Teramo e del gruppo “Solidali con il Venezuela”. E aggiunge: «La nostra regione non si è fatta trovare impreparata, accogliendoli con una straordinaria umanità anche se le difficoltà sono tante».
La lingua e il lavoro sono le realtà con le quali fare maggiormente i conti. «Le persone arrivano spesso con i documenti incompleti a causa del caos che regna in Venezuela, qui vengono sballottate tra i vari uffici, non ci sono convenzioni tra i due Paesi e si creano lungaggini per la convalida dei documenti, che spesso non vengono riconosciuti – vedi la patente di guida e le lauree. E i corsi di italiano sono pochi. Ma», puntualizza Moscardelli, «gli abruzzesi e i teramani non si tirano mai indietro e abbiamo messo in atto una catena di aiuti che raccoglie sempre tante adesioni». L’Italia è, infatti, il primo Paese a soccorrere il Venezuela sotto il profilo sanitario e dall’Abruzzo sono stati inviati tantissimi farmaci grazie alla raccolta promossa dall’Ali che coinvolge anche le farmacie del territorio provinciale. Inoltre l’Ali Teramo e il gruppo “Solidali con il Venezuela” stanno portando avanti corsi di lingua italiana in vari comuni della provincia, corsi di orientamento al lavoro come quello in marketing, comunicazione e vendita a Roseto; e anche quest’anno verranno ripetute la partita del cuore e il 26 maggio la ciclopedalata di solidarietà da Martinsicuro a Roseto.
«L’integrazione tra i due popoli c'è, anche se i tanti disagi burocratici non la fanno realizzare pienamente e temiamo che possano verificarsi episodi di razzismo», conclude Moscardelli, «per questo mi appello alle autorità locali e ai sindaci abruzzesi e teramani affinchè facciano pressioni al Governo per lo snellimento delle procedure e il riconoscimento dei titoli. Noi non perdiamo la speranza che il Venezuela torni a essere uno Stato sicuro dove poter vivere in serenità e non finiremo mai di ringraziare l’Abruzzo e i cittadini della provincia di Teramo che ci stanno aiutando tanto».
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