Verna e Di Bonaventura Incontro elettorale al bar

24 Ottobre 2018

L’ex Pd a colloquio con il candidato presidente della Provincia di centrodestra Il consigliere: «Mi ha illustrato il suo programma, non ho deciso chi votare»

TERAMO. Un caffè elettorale in un bar in pieno centro. Non si sono nascosti il consigliere comunale Maurizio Verna, appena uscito dal Pd, e il sindaco di Notaresco Diego Di Bonaventura, candidato del centrodestra alle elezioni provinciali. Si voterà tra una settimana, alle urne saranno chiamati gli eletti nei 47 comuni e il capoluogo avrà un peso specifico determinante per la vittoria. Un consigliere di Teramo, con il voto ponderato, da solo vale più di tutti i suoi omologhi messi insieme in un piccolo centro.
Per questo Di Bonaventura sta tentando di portare dalla sua parte Verna che, nonostante sia rimasto in maggioranza, ha rotto i vincoli di appartenenza e di obbedienza al partito in cui ha militato per oltre vent’anni. «È stato lui a chiedermi l’incontro», spiega il consigliere, «voleva illustrarmi il suo programma e ho ritenuto giusto ascoltarlo». Verna, però, tiene a precisare che con il colloquio non ha ipotecato la sua scelta al momento del voto. «Devo ancora valutare», sottolinea, «il fatto di aver incontrato Di Bonaventura non significa che ho deciso di appoggiarlo». Questo passaggio, insomma, non si può dare per scontato. D’altra pare Verna chiarisce di aver incontrato anche il candidato del centrosinistra, il sindaco di Crognaleto Giuseppe D’Alonzo. «Certo, se fossi rimasto nel Pd», ammette il consigliere, «non mi sarei mai seduto a prendere un caffè con chi si candida nello schieramento opposto». Dopo lo strappo con il partito, per i dissapori interni che non sono sfuggiti al candidato di centrodestra, Verna si sente peròlibero di valutare tutte le proposte in campo. La sua esperienza anche nel consiglio provinciale ormai in scadenza, tra l’altro, non è stata affatto felice. L’esclusione dalla vicepresidenza lo ha spinto, un po’ come sta accadendo in Comune, su posizioni critiche nei confronti dell’amministrazione guidata da Renzo Di Sabatino. Sul suo voto, insomma, D’Alonzo e il centrosinistra non possono contare con certezza. Lo stesso discorso vale almeno per un pezzo della componente civica della maggioranza in Comune. “Teramo 3.0” ha avallato la candidatura del sindaco di Crognaleto ma a una condizione: che lo schieramento da cui è scaturita resti compatto. «Non saremo noi a restare con il cerino in mano», spiega il capogruppo Giovanni Luzii, «se nell’imminenza del voto chi ha proposto D’Alonzo dovesse tirarsi indietro». Il rappresentante della lista civica ricorda che l’alleanza in Comune non ha una matrice politica, ma si basa su «un accordo di programma che non ci lega al centrosinistra». “Teramo 3.0”, insomma, rispetterà l’impegno con la coalizione se nessuno tenterà di defilarsi.
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