Verna: «No al progetto dell’Izs»

Il consigliere contro l’intervento a Campo della Fiera: è una bestemmia urbanistica
TERAMO. «Una bestemmia urbanistica». Il consigliere ex Pd Maurizio Verna definisce così l’intervento a Campo della Fiera che deriverà dall’accordo transattivo tra Comune e istituto zooprofilattico per appianare un debito dell’ente superiore ai tre milioni di euro. In pratica l’Izs rinuncerà alla somma, dovuta per la gestione del canile comunale risalente a diversi anni fa, e in cambio riceverà dall’amministrazione l’area pubblica dell’ex mercato all’ingrosso.
Lì l’istituto darà attuazione a un progetto di ampliamento della vicina sede storica, costruendo un edificio destinato a uffici e laboratori, oltre all’allestimento di due piani sotterranei di parcheggi. L’intervento avrà anche un risvolto sociale, non solo in termini di riqualificazione dello spazio in questione, ma anche perché la nuova struttura ospiterà spazi per servizi rivolti alla collettività. Non basta questo però, secondo Verna, a giustificare il via libera all’operazione che approderà in consiglio il 20 dicembre. «Stiamo parlando di un quartiere residenziale», afferma l’ex Pd restato comunque nelle file della maggioranza, «già la presenza della sede storica dell’istituto in quella zona è fastidiosa, la sua espansione aggraverebbe la situazione». L’area oggetto dell’accordo, a detta del consigliere, andrebbe destinata a verde conservando solo l’ipotesi di realizzare i parcheggi sotterranei.
«La transazione per cancellare un debito pesante è una buona cosa», sottolinea, «ma il problema è come farla». Il consigliere adombra una sproporzione tra l’utilità pubblica derivante dall’intervento prospettato dall’istituto zooprofilattico e il valore del terreno ceduto dal Comune. «È uno spazio molto importante a ridosso del centro storico», osserva, «prima di cederlo sarebbe opportuna una procedura di evidenza pubblica per verificare l’esistenza di eventuali interessi da parte di altri soggetti ad acquisirla a condizioni migliori per l’amministrazione». Sulla legittimità dell’ampliamento degli uffici dell’Izs in quella zona, tra l’altro, resta il dubbio legato al protocollo d’intesa sottoscritto nel 2003 dagli enti territoriali con il ministero della Salute. «In quell’atto c’è scritto che la sede di Campo della Fiera andava smantellata, perché non poteva più restare in quella zona», ricorda, «e per questo veniva finanziato l’intervento a Colleatterrato, in prossimità tra l’altro della facoltà di Veterinaria e dell’istituto agrario con i quali si sarebbe costituito il nuovo polo scientifico». (g.d.m.)
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