Verna: ora sulle scuole serve una vera programmazione

26 Luglio 2018

TERAMO. «Le ferite procurate alla città di Teramo in questi anni non solo dagli eventi sismici chiedono un'accelerazione del processo di ricostruzione, ma anche attenzione alla qualità e...

TERAMO. «Le ferite procurate alla città di Teramo in questi anni non solo dagli eventi sismici chiedono un'accelerazione del processo di ricostruzione, ma anche attenzione alla qualità e sostenibilità degli interventi, come scuole e luoghi di aggregazione». Comincia così un intervento di Maurizio Verna, il consigliere “anziano” del Pd, inviato a corredo di un ordine del giorno – che verrà presentato nel primo consiglio comunale utile – in cui lo stesso Verna chiede all’amministrazione comunale «di impegnarsi a programmare insieme all’amministrazione provinciale di Teramo un percorso condiviso per la progettazione a medio e lungo termine del futuro del patrimonio scolastico di ogni ordine e grado all’interno della città di Teramo, sia sotto l’aspetto funzionale che strutturale. Tale programmazione dovrà prevedere la collaborazione con le università abruzzesi di Ingegneria e di Architettura, la Soprintendenza ai beni architettonici ed artistici regionale con la partecipazione di studenti, genitori e commercianti, in modo da ottenere una progettazione preliminare pronta per qualsiasi finanziamento futuro».
Verna spiega così le ragioni della sua iniziativa: «Dopo troppi anni senza una vera amministrazione è l’ora di recuperare il tempo perduto, soprattutto sotto l’aspetto della programmazione. Tale programmazione si rende necessaria perché il nostro patrimonio scolastico, progettato in altri periodi storici, non risponde più alle esigenze attuali e future dei luoghi più importanti della nostra comunità, non solo sotto l’aspetto strutturale ma soprattutto sotto l’aspetto funzionale, di sostenibilità ambientale e di accessibilità. Per rendere meglio l’idea, una scuola dove un diversamente abile entra da un’entrata secondaria non è una scuola. La chiusura di alcuni edifici, la riconversione di altri e l'utilizzo di aree strategiche come quella del vecchio stadio, pongono la necessità di una visione che vada oltre la normale amministrazione, superando la fase dell’emergenza e guardando a soluzioni condivise di lungo termine, soprattutto attraverso i possibili finanziamenti collegati alla ricostruzione post sisma. Dobbiamo alzare gli occhi dall'ordinario e concentrarci sulla visione, intesa come un piano organico, coordinato e condiviso di rigenerazione urbana, dove le nostre scuole avranno un ruolo determinante. I nuovi amministratori di Teramo non devono essere dei burocrati, ma dei visionari, dei decisori, dei facilitatori del processo di ricostruzione partecipata».
La novità sostanziale dell’approccio di Verna alla questione scuole è la programmazione condivisa tra Comune e Provincia, gli enti proprietari degli edifici scolastici, che finora a Teramo, per quanto riguarda gli interventi post-terremoto, sono andati ognuno per la propria strada. E l’obiettivo prioritario è quello di evitare la delocalizzazione delle scuole fuori dal centro della città, che Verna quando era all’opposizione ha paventato come un ulteriore colpo all’economia e al tessuto sociale di Teramo.(red.te)
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