Vertice dei Cinque Stelle a Teramo, Silvestri guida il rilancio: «Ambizioni gigantesche»

Il coordinatore abruzzese riunisce il gruppo dopo 3 anni e detta la linea:
«Restiamo uniti nella coalizione progressista, fiducia nelle primarie»
TERAMO
Ragionare in termini di unione e tenere salda la coalizione. Da un lato, con il Partito Democratico e Alleanza Verdi e Sinistra, dall’altro con possibili inserimenti centristi a livello nazionale e a livello regionale con il Patto per l’Abruzzo. All’orizzonte, i prossimi appuntamenti elettorali a partire dalle elezioni suppletive di Chieti del 15-16 novembre, con l’appoggio all’ex rettore e consigliere regionale di centrosinistra Luciano D’Amico, ma anche le elezioni amministrative e nazionali del 2027 e quelle regionali del 2029. È questa l’intenzione del Movimento 5 Stelle che ieri pomeriggio si è confrontato in un vertice regionale a Teramo. Una ripartenza dopo tre anni dall’ultimo vertice che ha aperto al contributo dei rappresentanti istituzionali, militanti e simpatizzanti del partito e che rappresenta una nuova fase sotto il coordinamento regionale del parlamentare romano ed ex capogruppo M5S alla Camera dei Deputati Francesco Silvestri.
Dalla stasi al fervore politico e organizzativo con altre prossime assemblee nelle altre province e nei comuni: «Accompagnerò la comunità del Movimento abruzzese con prospettive gigantesche rendendo la “macchina” migliore per le competizioni che andremo ad affrontare», ha spiegato Silvestri. «Ho trovato delle problematiche di organizzazione interna e l’assemblea rappresenta la linea dalla quale ripartire ponendo fine al nervosismo degli ultimi anni e operando il riconoscimento dei gruppi nuovi».
Elezioni, possibili primarie e problematiche regionali e nazionali come il caro carburante, i pochi fondi alla sanità e le lungaggini delle liste d’attesa, la legge di bilancio al centro dell’incontro. «La nostra tendenza negli appuntamenti elettorali», ha proseguito, «è quella di ragionare in ambito in coalizione progressista in ogni realtà valutando di volta in volta la serietà del progetto che ci farà fare delle scelte piuttosto che altre. Inoltre speriamo nelle primarie».
Una fiducia al Patto per l’Abruzzo confermata nell’intervento in remoto di D’Amico che ha precisato: «Questa è una battaglia di tutte le forze progressiste, un campo esteso possibile che rappresenta un altro modo di governare e sconfiggere una destra che non ha rispetto per nessuna procedura democratica e che sta affossando il Paese». «Noi ci siamo», ha risposto Silvestri, «sei il nostro anticipo». Una tendenza rafforzata anche dalla presenza del sindaco di Teramo Gianguido D’Alberto che ha aggiunto: «Siamo chiamati alla grande responsabilità di costruire una vera e reale alternativa alle destre. La crisi generata dalle politiche regionale e nazionale si schiaccia sui Comuni e sui territori, soprattutto sulle realtà a loro non affini». I consiglieri regionali di minoranza del M5S Francesco Taglieri ed Erika Alessandrini hanno criticato la politica del Governatore Marco Marsilio dal caro carburante alle proteste dei pescatori e degli agricoltori con il rischio di paralisi dei settori colpiti e ripercussioni sui cittadini. «Basta soldi a pioggia, le risorse devono essere distribuite in maniera discrezionale e seguendo una programmazione ed è necessario l’abbassamento dell’addizionale Irpef per le fasce più deboli», hanno commentato, stigmatizzando il governo Marsilio che «ha aumentato le tasse, con tagli alla sanità che non mantiene i livelli essenziali di assistenza e con una proposta di legge elettorale di un unico collegio che è inaccettabile». Le parlamentari pentastellate Daniela Torto e Gabriella Di Girolamo hanno illustrato gli emendamenti alla legge di bilancio e hanno sottolineato: «Siamo a fianco dei manifestanti e aspettiamo che la premier Giorgia Meloni scenda nelle piazze a parlare con loro: il Paese è paralizzato e il cambiamento non arriva». Infine il grido dei 160 giovani abruzzesi del gruppo” Lector Giovani” del Movimento dal referente regionale Manuel Speziale, che ha annunciato la proposta di riforma su ricerca e dottorati chiedendo la presenza del 20% di under 36 per ogni lista.
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