Vertice per salvare la Maccaferri Prosegue lo sciopero

15 Novembre 2015

Castilenti, ieri l’assemblea dei lavoratori ha votato per prolungare il presidio fino all’incontro del 18 in Regione

CASTILENTI. Si fanno sempre più flebili le speranze di salvare la Maccaferri di Castilenti. Dopo la chiusura a qualsiasi soluzione alternativa mostrata dal vice presidente del Cda delle Officine Maccaferri Luigi Penzo nell’ultimo incontro, ora non resta che il vertice in Regione di mercoledì.

Ieri si è tenuta un’assemblea del personale, ormai da due settimane in sciopero. «I lavoratori hanno votato se rientrare al lavoro per tamponare le perdite di salario dopo le due settimane di sciopero o se prorogarlo e aspettare l’esito dell’incontro sul tavolo della Regione. I lavoratori hanno deciso di prolungare il presidio fino a mercoledì», spiega Marco Boccanera della Fim Cisl. Giovedì si terrà una nuova assemblea per valutare di nuovo la situazione. «I lavoratori mostrano un attaccamento straordinario all'azienda e vogliono in tutti i modi cercare di salvaguardare il sito», aggiunge Giampiero Dozzi della Fiom Cgil, «la situazione resta molto difficile perchè l'incontro con il vicepresidente del Cda della Maccaferri non ha lasciato grandi spiragli».

Ora bisogna vedere che cosa emergerà dall’incontro convocato dal vice presidente della Regione Giovanni Lolli. «Non sappiamo se sarà presente la proprietà», aggiunge Boccanera, «già nello scorso incontro ci ha riconfermato la chiusura.Loro ufficialmente non ci hanno detto che spostano la produzione all'estero, ma i segnali sono quelli. Anche a Bellizzi l’altro stabilimento in campania dove producono i gabbioni si prevede lo stesso destino del “gemello” di Castilenti, e si parla di esternalizzazioni». Il sindacalista, in occasione del varo della “Città Val Fino”– a cui ha partecipato una delegazione di operai con tanto di striscione – ha sottoposto il problema al governatore Luciano D’Alfonso: «pare che abbia contatti con alcuni vertici della Maccaferri e ci parlerà».

La prospettiva è un anno di cassa integrazione straordinaria e poi la mobilità per tutti. «Confidiamo che la Maccaferri tenti altre strade per salvare il sito», aggiunge Dozzi, «e che grazie alla cassa integrazione straordinaria si possa valutare un piano alternativo, ritardando nel contempo l’ingresso in mobilità. Se a Castilenti rimarrà l'impianto del geosintetico è importante. Dovremo anche cercare anche di capire il futuro della presenza di Maccaferri in Italia: denuncia una perdita del 30% dei volumi produttivi a cui in previsione si aggiungerà un altro 30%, il governo dovrebbe interrogarsi come mai un gruppo che opera nel campo del materiale per il risanamento ambientale si trovi in difficoltà in un Paese in cui le emergenze idrogeologiche sono all'ordine del giorno. C’è qualcosa che non va nelle politiche di tutela del territorio: valuteremo se c'è possibilità di portare la vertenza a un livello più ampio».

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