Vertice tra esercenti e autorità sulle riaperture in sicurezza

29 Aprile 2021

Oggi è previsto un confronto in Prefettura, si parlerà non solo dei controlli delle forze dell’ordine ma anche dell’esatta interpretazione di alcune delle norme contenute nel decreto governativo 

TERAMO. L'ingresso in zona gialla porta con sé nuove esigenze sul fronte dei controlli. La sicurezza e la giusta lettura delle norme che regolano le riaperture sono al centro dell'attività che la Prefettura di Teramo sta portando avanti tramite il comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica. C'è un tavolo di lavoro aperto che oggi, dopo il confronto di martedì, tornerà a riunirsi per pianificare azioni da mettere in campo che siano in linea con la recente circolare emanata dal ministero dell'Interno a tutti i prefetti. La nota richiama l’esigenza di controlli mirati verso quelle situazioni e quei luoghi che possono creare assembramenti e condizioni di pericolo per la salute pubblica. Il riferimento ai locali pubblici, quali bar e ristoranti, è esplicito, così come quello alle zone della movida e alle palestre. Il confronto con i sindaci e le forze di sicurezza in Prefettura si muove su queste direttrici: per quanto riguarda i controlli saranno puntuali e condotti in maniera coordinata da tutte le forze dell'ordine. Se in città fino ad oggi il grosso del lavoro è stato affidato alla polizia municipale, con la zona gialla il coinvolgimento della questura, carabinieri e guardia di finanza sarà maggiore.
Il comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza sta lavorando anche su un altro fronte, delicato ma centrale: quello dell'esatta interpretazione delle norme. Ci sono, infatti, dei passaggi nel decreto che dispone le riaperture poco chiari ma determinanti per chi gestisce un'attività. Un esempio fra tutti: i bar che non hanno una cucina e non offrono ristorazione possono restare aperti dopo le 18? Per molti sì, se possono garantire comunque il servizio al tavolo; per altri no poiché in base al codice Ateco e alla nuova regolamentazione sarebbero tagliati fuori da questa possibilità. Le risposte divergenti sono frutto di una non chiara disciplina: esercenti e amministratori si affidano così alla Prefettura, chiamata anche a dare una esatta lettura ad aspetti così delicati.
Altro profilo sul quale il tavolo provinciale si sta confrontando è quello relativo all'indicazione di “spazi all'aperto”. Le perplessità nascono, ad esempio, sulle verande che non hanno tutti i lati aperti o apribili. A Teramo, intanto, sono molti i bar e i ristoranti che stanno lavorando grazie agli spazi concessi – senza far pagare l’occupazione – dal Comune. Non tutte le attività, però, hanno ancora questa opportunità. A loro l'amministrazione ha rivolto l'invito a presentare richieste di concessione di suolo pubblico in modo da elaborare in tempi stretti una ordinanza che regoli nuove concessioni.
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