Veterinaria, 2020 all’insegna della ricerca

Apre il primo laboratorio in Italia sull’antimicrobico resistenza. In arrivo anche una Tac per l’ospedale degli animali
TERAMO. Medicina veterinaria, una facoltà che cresce. Fare un bilancio a quasi 30 anni dalla sua istituzione, avvenuta il 31 ottobre 1990, è difficile: sono tanti gli obiettivi raggiunti, i riconoscimenti ottenuti. Fra tutti l’ultimo: ha da poco ottenuto la certificazione Uni En Iso 9001:2015, relativa al sistema di gestione della qualità, per la progettazione ed erogazione di servizi di alta formazione. «Per noi è un obiettivo strategico, si presenta come una garanzia per gli studenti», sottolinea il preside di Veterinaria, Augusto Carluccio.
Il carnet di certificazioni e riconoscimenti è pieno: è uno dei 182 dipartimenti di eccellenza scelti dell'Amvur (l’agenzia di valutazione del sistema universitario) a cui andranno 6,5 milioni di euro nel quinquennio 2018-2022. E nell’area “Scienze agrarie e veterinarie” la facoltà di Teramo è al secondo posto in Italia fra i 10 dipartimenti ammessi al finanziamento. Fondi che hanno consentito di reclutare nuovi docenti (due ricercatori e due associati), di istituire il nuovo corso di studio in Scienze delle produzioni animali sostenibili (la laurea magistrale che fa seguito alla triennale di Benessere e tutela animale) partito nell’anno accademico 2019-20. Il preside cita poi le posizioni di vertice ottenute ininterrottamente dal 2016 nella classifica del Censis sul sistema universitario e anche l’attestato di “facoltà virtuosa” ottenuto dalla Fondazione Agnelli, solo per citare alcuni riconoscimenti.
E per il futuro gli obiettivi sono altrettanto ambiziosi. Una linea di ricerca riguarda l’antimicrobico resistenza. «L’allarme sulla diffusione degli agenti batterici in grado di resistere a diverse classi di antibiotici, rende necessario un maggiore impegno nella ricerca non solo di nuove molecole antibiotiche ma anche di alternative credibili all’uso delle stesse. L’allestimento del laboratorio “Fleming” permetterà di mettere in atto non solo tecniche d'identificazione rapida dei patogeni ma anche di procedure di sorveglianza sanitaria per favorire l'uso di farmaci in grado di non incidere negativamente su salute dell'uomo e ambiente», spiega Carluccio. Sarà il primo laboratorio del genere in Italia. La seconda attività di ricerca riguarda il benessere animale e le produzioni sostenibili. «Ci stiamo dotando, con il progetto Demetra, di dispositivi automatizzati per lo per studio e il monitoraggio del comportamento, dei fabbisogni fisiologici e dell’efficienza alimentare degli animali da reddito, e conseguentemente per l’ottimizzazione del benessere degli animali», continua il preside. Poi c’è la salvaguardia delle biodiversità, per tutelare le tante razze presenti solo in alcune aree geografiche e che sono a rischio di estinzione.
La facoltà ha stretto una convenzione col comando generale dei carabinieri che ha portato a scambi culturali e didattici con il quarto reggimento dei carabinieri a cavallo di Roma. «Noi contribuiamo a curare gli animali in dotazione, cani e cavalli. La collaborazione c’è anche con i carabinieri forestali contribuendo al mantenimento del cavallo salernitano e persano, razza a rischio di estinzione, nel centro equestre di Torre di Feudozzo. E’ importante: sia a Roma che a Torre di Feudozzo, i nostri studenti possono fare attività pratiche», sottolinea Carluccio.
Nel 2020 è previsto anche il potenziamento dell’ospedale veterinario didattico. Intanto sarà sempre più “ospedale aperto”ai veterinari di varie specializzazioni che possono venire ad operare da fuori. Previsto il potenziamento della diagnostica avanzata con una Tac che andrà a sommarsi alla risonanza magnetica e ad altre apparecchiature già presenti nell’ospedale. Da non sottovalutare anche l’aspetto “sociale” dell’ospedale che si è preso cura di 400 animali privi di proprietario, grazie a una convenzione con la Regione.
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