Via ai lavori post-sisma nella cattedrale

22 Giugno 2021

Due milioni per migliorare la resistenza del campanile e del corpo principale. Previsto il restauro di cappella e facciate 

TERAMO. L'avvio della cantierizzazione dei lavori di restauro e miglioramento sismico della cattedrale, salutato ieri mattina dalla benedizione del vescovo Lorenzo Leuzzi alla presenza del commissario straordinario alla ricostruzione Giovanni Legnini, del sindaco Gianguido D'Alberto, del direttore dell'Usr Vincenzo Rivera, dell'assessore regionale Pietro Quaresimale e dei rappresentanti della ditta esecutrice, rappresenta un ulteriore e importante passo avanti nel processo di ricostruzione post sisma. Un vero e proprio momento storico, se si considera che il duomo di Teramo rappresenta la prima cattedrale del cratere sismico ad essere interessata dalle operazioni di restauro, peraltro senza che queste causino l’interruzione delle attività pastorali e di culto. I lavori veri e propri dovrebbero partire nelle prossime settimane dopo il rilascio delle autorizzazioni di competenza da parte della Soprintendenza e dell’Ufficio speciale per la ricostruzione.
L'INTERVENTO. I lavori, finanziati con una somma di due milioni di euro, consisteranno nel miglioramento sismico della torre campanaria, nel rafforzamento del corpo principale della cattedrale e in interventi di restauro della cappella di San Berardo e delle facciate principali. A realizzare l'intervento sulla cattedrale sarà la ditta Gavioli Restauri che, da cronoprogramma, dovrà riconsegnare i lavori entro 14 mesi dall'avvio del cantiere. Cantiere che rientra in un progetto più ampio di riqualificazione della principale piazza del centro storico della città, che coinvolge anche il seminario aprutino e il palazzo vescovile. «Sono molto contento perché abbiamo davanti a noi il giubileo di San Berardo, che avrà inizio il 19 dicembre 2022», ha sottolineato il vescovo, «un grande evento per tutta la diocesi e certamente il poter benedire oggi questo cantiere credo sia veramente un grande dono e un segnale di speranza non solo per la Chiesa ma per tutta una comunità che vuole davvero ripartire».
LE CHIESE DANNEGGIATE. Le chiese che hanno subito danni nella diocesi di Teramo-Atri sono 181 e a oggi sono state realizzate 70 opere provvisionali di messa in sicurezza di cui 18 definitive. Per quanto riguarda gli edifici interessati dall'ordinanza 105, quella della semplificazione della ricostruzione degli edifici di culto, sono 56, tra i quali il primo a partire è simbolicamente il duomo di Teramo. Tra gli altri edifici ci sono le chiese di Sant’Agostino, San Domenico, Madonna del Carmine, l’antico santuario di San Gabriele, le chiese di Santa Maria in Platea a Campli, San Rocco a Montorio al Vomano, Santissimi Pietro e Andrea a Castelbasso. Da qui a un mese saranno presentati tutti i progetti utili all’acquisizione dei pareri di competenza da parte dell’Ufficio speciale, della Soprintendenza e del Genio civile a seguito dei quali partiranno i lavori veri e propri.
IL PROGRAMMA PER LA CITTÀ. Soddisfazione per la cantierizzazione del duomo è stata espressa dal commissario straordinario Giovanni Legnini, che ha sottolineato anche come con l'ordinanza 116, quella sui beni culturali, si punti a implementare il rapporto tra la conservazione storico-culturale dei beni e la loro sicurezza sismica. «Finalmente si parte», ha commentato Legnini, «la cantierizzazione dell'intervento, al quale seguirà tra qualche settimana la fase vera e propria dei lavori, rappresenta un segnale importante. Questo evento è un nuovo tassello verso l'avvio di un programma molto vasto per questa città: ci sono l'ordinanza speciale che abbiamo adottato sulle scuole danneggiate e sul municipio, l'ordinanza speciale in deroga per gli edifici Ater che attendono di essere ricostruiti da tanto tempo e la ricostruzione privata che sta procedendo a ritmi finalmente sostenuti. Le norme di semplificazione e accelerazione emanate nei mesi scorsi cominciano a dare i loro frutti». A breve, inoltre, dal commissario arriverà anche l'ordinanza speciale per la ricostruzione della Prefettura.
©RIPRODUZIONE RISERVATA