Via al progetto che aiuta gli atleti che studiano

Il patto tra Fidal e rettore prevede meno tasse, meno lezioni e lo spostamento degli esami per gare importanti: così si evita l’abbandono precoce dell’agonismo
TERAMO. Potrebbe essere considerato un accordo storico, almeno per quanto riguarda la realtà abruzzese, la convenzione tra la Federazione italiana di atletica leggera (Fidal) e l’università degli studi di Teramo, che è stata ufficializzata pochi giorni fa. Si chiama progetto “Doppia carriera”, destinato agli atleti-studenti che svolgono attività agonistica. L’inserimento nel programma ha una durata pari a quella del corso di studi, quindi ne sono esclusi gli studenti fuoricorso. La filosofia del progetto ricalca il concetto di valorizzazione dell’attività sportiva agonistica, già in atto nelle nazioni più avanzate, soprattutto negli Stati Uniti. In questo modo si cerca affrontare il rilevante problema dell’abbandono precoce da parte di giovani atleti di buone prospettive tecniche, ma spesso costretti a scelte di vita nelle quali non sono conciliabili studio e attività agonistica di alto livello in uno sport importante come l’atletica leggera, ma pur sempre non professionistico.
Nei particolari, la convenzione firmata dal presidente del comitato regionale Fidal Abruzzo, Concetta Balsorio, e dal rettore Luciano D’Amico, prevede una riduzione del 30% del pagamento annuo delle tasse universitarie, il diritto alla frequenza parziale delle lezioni, l’assegnazione di un tutor, lo spostamento degli esami in caso di gare internazionali e di campionato italiano. Inoltre agli atleti più meritevoli, in base al curriculum sportivo, potranno essere assegnati dalla facoltà di appartenenza fino ad un massimo di 12 crediti formativi universitari. La convenzione entrerà in vigore dall’anno accademico 2018-2019.
Concetta Balsorio esprime la sua soddisfazione: «Un progetto realizzato grazie al contributo coeso di dirigenti federali e docenti universitari, che permetterà ai nostri atleti studenti di non abbandonare l’attività agonistica, ma di conciliare entrambe le esigenze. La fascia di atleti under 23 risulta quella più colpita dagli abbandoni per l’impossibilità di portare avanti contemporaneamente studio e allenamenti. Siamo certi di aver reso un importante servizio ai nostri atleti e anche al territorio. La stessa federazione nazionale», sottolinea la Balsorio, «esprime grande apprezzamento per questo accordo, che spera possa essere d’esempio ed estendersi ad altri atenei italiani ».
Roberto Ragonese
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