Via D’Alberto, al suo posto c’è Rivera

2 Gennaio 2019

Il direttore generale della Regione sarà solo un reggente: con lui Misantoni (Genio civile) e Iovino (Protezione civile)

TERAMO. Il presidente vicario della Regione Giovani Lolli lo aveva annunciato nel recente consiglio comunale di Teramo dedicato ai problemi del terremoto: la nomina del nuovo direttore dell’Ufficio speciale della ricostruzione spetterà alla nuova giunta regionale, quella che uscirà dalle elezioni del 10 febbraio. Nessuna proroga, quindi, per Marcello D’Alberto, il cui mandato è scaduto il 31 dicembre scorso: al suo posto arriva un reggente, individuato da Lolli nel segretario generale della Regione Vincenzo Rivera, che sarà coadiuvato dal direttore del Genio civile regionale, Giancarlo Misantoni, e dal capo della protezione civile abruzzese Antonio Iovino. La sorte di D’Alberto, del resto, appariva già segnata a causa dei ritardi della ricostruzione, anche se dovuti principalmente alla carenza di personale dell’Usr. D’Alberto è finito al centro delle polemiche in diverse occasioni e anche se a giudizio di molti – a cominciare dallo stesso Lolli – non può essere ritenuto il responsabile dell’estrema lentezza con cui stanno procedendo le pratiche della ricostruzione era quasi impossibile che potesse mantenere l’incarico. «Se avessi confermato D’Alberto», spiega Lolli, «al quale va comunque tutta la mia stima, avrei dovuto confermarlo per due anni: non potevo ipotecare una nomina così importante che spetta alla nuova giunta regionale». Il presidente della Regione ribadisce che quella di Rivera e degli altri due dirigenti rappresenta solo una reggenza e fa sapere che tutti e tre svolgeranno gratuitamente il loro incarico all’Ufficio speciale.
«L’auspicio», commenta il sindaco di Teramo Gianguido D’Alberto, «è che non sia una direzione transitoria ma da subito operativa in modo pieno e diretto, che faccia tesoro delle criticità che sono ormai evidenti e sappia superarle. La struttura a tre voluta da Lolli ha degli aspetti positivi determinati dal fatto che Misantoni e Iovino sono due figure che hanno svolto un ruolo centrale, seppure complementare, nella ricostruzione. Insomma: non devono ripartire da zero, tutt’altro. I contro che dobbiamo evitare sono rappresentati dal fatto che sono figure che già guidano dei settori complessi e non possono garantire una disponibilità totale. L’invito che facciamo come sindaci è che l’attività dell’Usr sia pienamente operativa. Non c’è tempo da perdere, non vorremmo che si finisca nel periodo pre-elettorale ad assumere posizioni di attesa. Bisogna invece aggredire la ricostruzione».
Il sindaco aggiunge: «Voglio ringraziare Marcello D’Alberto per la sua professionalità, ci ha messo la faccia fino all’ultimo. Ho apprezzato molto la sua presenza al consiglio comunale straordinario, non era scontata. Gli ho sempre imputato di non essersi imposto per farsi mettere in condizione di lavorare. Ma certo non era solo lui il problema. Ora il nuovo Usr dovrà attivare un costante collegamento con i sindaci e la struttura commissariale di Farabollini. Perché tanti problemi derivano da norme nazionali che devono essere modificate. Il personale? Quello che chiedevamo a D’Alberto a maggior ragione lo chiediamo ora».(e.a.-d.v.)
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