Via del Biancospino, puzza dai tombini
ALBA ADRIATICA. Finestre chiuse e marciapiede deserto: «l'odore nauseabondo che esce dai tombini è insopportabile, sembra di vivere vicino a un vecchio depuratore». A lamentarsi, ancora una volta,...
ALBA ADRIATICA. Finestre chiuse e marciapiede deserto: «l'odore nauseabondo che esce dai tombini è insopportabile, sembra di vivere vicino a un vecchio depuratore». A lamentarsi, ancora una volta, sono i residenti di via del Biancospino, arteria della zona ovest di Alba Adriatica. Nel 2014, dopo allagamenti, polemiche, ritardi nei lavori ed esposti, il Comune completò finalmente la condotta dell'acqua piovana, collegandola a quella nuovissima della Statale Adriatica.
A quel punto, però, un nuovo e grave disagio per i residenti: forti odori nauseabondi e frequenti sversamenti di liquami per strada dai tombini. Nel settembre 2015, dopo la moratoria concessa ai cittadini per mettere in regola gli scarichi delle proprie abitazioni, il Comune, il Ruzzo e le autorità sanitarie, tornarono a battere a tappeto le condotte della città alla ricerca di eventuali sversamenti dalla rete fognaria con l'aiuto di robot per le ispezioni. Nella zona Peep, che si affaccia su un lato di via del Biancospino, i controlli si concentrarono a lungo, perché il problema era chiaro a tutti. «Ma dopo il clamore dei primi momenti, solo silenzio da parte delle autorità», raccontano i residenti, «non sappiamo nemmeno se allacci abusivi sono stati trovati o rimossi. Solo gli operai del Ruzzo sono tornati spesso qui a controllare, ma ci dicono che senza le autorizzazioni degli uffici comunali non possono muoversi. Chiediamo quindi al Comune di impegnarsi davvero nella soluzione del problema, una volta per tutte. E chiediamo al Corpo Forestale di controllare che tutti facciano il proprio dovere». Quei liquami, del resto, possono finire nel torrente e poi in mare. E ad Alba, quello degli sversamenti che possono mettere a rischio la balneazione, è un tema troppo sensibile per rimanere senza risposte. (l.t.)
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