Via libera alle villette di Marozzi

Il consiglio comunale approva la variante. Rinviati altri due punti urbanistici
GIULIANOVA. Dopo vent'anni di attesa, dibattiti e controversie legali, il consiglio comunale ha finalmente approvato la variante urbanistica che sblocca la questione legata alla società Sport World: l'imprenditore Peppino Marozzi potrà finalmente costruire due nuove palazzine nei pressi di piazza Dalla Chiesa. La variante, approvata in aula giovedì, dà il via libera alla costruzione delle villette, ridotte da sette a due, che saranno edificate vicino all'ex mercato coperto. La diminuzione è dovuta ad alcuni vincoli imposti dalla Soprintendenza su quell'area. I due nuovi edifici dovranno essere costruiti in continuità con l'edificato già esistente, preservando l'antica fontana monumentale e non inficiando il panorama del belvedere e il paesaggio verde circostante. Grazie al lascito in favore del Comune, che consiste in un ampio terreno, sarà realizzato il collegamento fra Lido e Paese tramite una funicolare e creato un parco attrezzato per lo sport.
Rimandati invece due punti all'ordine del giorno che verranno discussi in seconda convocazione del consiglio, martedì prossimo (23 aprile) a partire dalle 14. Il primo, riguardante la variante specifica della zona "storica" del Lido che comprende via Sauro e le vie limitrofe, è stato rinviato per conflitto di interesse in quanto diversi consiglieri comunali, e anche il sindaco, erano impossibilitati a votare perché residenti in quell'area. Obiettivo della nuova variante è permettere di ristrutturare gli edifici esistenti, anche con demolizione e ricostruzione, attraverso piani di recupero. A causa della mancanza del numero legale (i tre consiglieri del Cittadino governante hanno lasciato l'aula successivamente all'approvazione dei punti di bilancio) andrà discusso in seconda convocazione anche il punto relativo alla variante urbanistica che interessa via Amendola, dove è previsto un nuovo progetto edilizio.
Il dibattito è stato aperto da una breve polemica innescata dal capogruppo del Cittadino governante Franco Arboretti, relativa all'installazione dell'antenna 5G nella frazione Case di Trento. A detta del consigliere, il Comune avrebbe dovuto mediare con la ditta per evitare di costruire troppo a ridosso delle abitazioni. A rispondere è stato l'assessore Marco Di Carlo, il quale ha garantito che da parte dell'ente è stato fatto il possibile per evitarlo, persino la sospensione dei lavori; tuttavia le norme di legge in materia di telecomunicazioni hanno prevalso.(s.g.)

