Via libera del Consiglio di Stato al biodigestore di Mosciano

Respinti gli appelli riuniti del Comune e delle società che fanno capo all’imprenditore Beccaceci Per i giudici amministrativi le autorizzazioni date dagli enti pubblici all’impianto sono legittime
MOSCIANO. Il Consiglio di Stato, massimo organo di giustizia amministrativa ha bocciato i ricorsi del Comune di Mosciano e delle aziende che fanno capo all’imprenditore Vittorio Beccaceci contro la realizzazione del biodigestore. Il Consiglio di Stato, con sentenza pubblicata il 31 marzo 2022, ha respinto gli appelli, riuniti in un unico procedimento, proposti dal Comune di Mosciano e, con atto di intervento, dalle società Cobeco Costruzioni srl, Edilstrade srl e Comavit srl, tutte facenti capo alla Beccaceci Group srl, contro la sentenza del Tar che dava il via libera all’impianto di biodigestione anaerobica di proprietà della Ctip Blue srl, in fase di realizzazione sul territorio moscianese nella frazione Stazione. Il Comune e le società private dovranno pagare, in solido tra loro, 3.000 euro alla Regione Abruzzo e all’Autorità di Bacino, altri 3.000 euro all’Arta Abruzzo e alla Asl (tutti enti favorevoli alla costruzione dell’impianto), oltre che ulteriori 3.000 euro alla società proprietaria, ovvero la Ctip Blue srl.
Il Tar Abruzzo già aveva bocciato precedenti ricorsi promossi dalle stesse parti (Comune e privati), pronunciandosi a favore della legittimità dell’impianto. Lo stesso orientamento è stato seguito dal Consiglio di Stato. La massima autorità di giustizia amministrativa, infatti, nella sentenza che conta ben 35 pagine di motivazione, è andata ben oltre l’eccezione di improcedibilità e irrecivibilità dei ricorsi, sollevata da Ctip Blue srl e Regione Abruzzo. Secondo questi ultimi il Comune di Mosciano e le parti private avrebbero notificato il ricorso in appello al Consiglio di Stato oltre il termine di 30 giorni sancito dalla legge. Il collegio amministrativo, entrando nel merito della vicenda, ha giudicato i ricorsi del Comune e delle società riferite a Beccaceci Group infondati. In particolare ha sottolineato come, a differenza di quanto sostenuto dal Comune, la struttura di proprietà Ctip Blue non ha natura di impianto di trattamento rifiuti, in quanto funzionale alla produzione di energia rinnovabile (biometano). Inoltre il Consiglio di Stato ha ribadito la legittimità del procedimento autorizzatorio dell’intervento che, peraltro, permette di qualificarsi di interesse prevalente rispetto alla pianificazione territoriale del Comune secondo i suoi strumenti urbanistici. Inoltre, secondo i giudici, sono infondate le tesi sull’impatto ambientale e sul cumulo delle emissioni, alla luce del parere di conformità rilasciato dall’Asl del 2019, nonché delle prescrizioni fatte dall’Arta. Infondata inoltre la tesi, sostenuta sempre dal Comune, circa il mancato rispetto delle distanze, così come nessuna violazione al Piano di difesa delle alluvioni può essere eccepita alla progettazione.
Con l’ennesima sentenza si chiude una vicenda iniziata nel 2017, quando in una fase precedente il contenzioso amministrativo che ne è seguito, la società Ctip Blue srl aveva proposto al Comune di Mosciano una convenzione della durata di vent’anni, con indennizzo di 100.000 euro annui da destinare alle casse municipali. Convenzione rifiutata dall’ente, che oggi si trova anche a pagare le spese legali. L’impianto, secondo il cronoprogramma, dovrebbe entrare in attività a pieno regime nel prossimo autunno. I vertici della Ctip Blue srl hanno commentato: «Produrremo un millesimo del fabbisogno nazionale di gas. Altre mille aziende come la nostra farebbero superare la dipendenza dall’estero».
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